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LA SERATA  CON BEPPINO ENGLARO,  AVV. GIULIA FACCHINI E DON PIERLUIGI DI PIAZZA  CON PRESENTAZIONE DEL  LORO LIBRO  "VIVERE E  MORIRE CON DIGNITA'" , PREVISTA PER  LUNEDI'  6 MARZO 2017,  SLITTA A DATA DA DEFINIRSI.   CE NE SCUSIAMO.

“VIVERE E MORIRE CON DIGNITÀ”

“Affrontare il tema del fine vita è delicato e difficile – scrive il dottor Vito Di Piazza – Quando “non c’è più niente da fare” c’è ancora tanto da fare”.

“Gli ultimi giorni di una persona cara sono difficili da affrontare, per il malato, stremato dal dolore, e per i parenti, stretti attorno a lui, che condividono la sua sofferenza. In quei momenti ci poniamo diversi interrogativi, nell'arduo tentativo di dare un senso alla vita e alla morte. Nel mondo occidentale l'innalzamento dell'età media della vita unito alle acquisizioni scientifiche, mediche e tecnologiche, hanno protratto a lungo l'esistenza, trasformandola a volte in una vita solo biologica, in una presenza assente come per le persone in stato vegetativo permanente o in una sopravvivenza dolorosa. In alcuni casi sembra quasi che più che aiutare la vita si cerchi di impedire la morte. Qual è il confine tra cura e accanimento terapeutico? Si può decidere la propria morte? Come trovare, da credente, una dignità nella morte?”

Questo libro che analizza il tema del fine vita dal punto di vista religioso, etico, legale e medico,  sarà presentato prossimamente a “Una Chiesa a più voci”.

22 febbraio - Mohamed Ba - Il video

La proposta di Noi Siamo Chiesa per fare funzionare la 194

La situazione alla quale ci troviamo di fronte è abbastanza chiara: nel nostro paese il servizio IVG (Interruzione Volontaria della Gravidanza) da tempo è garantito con fatica,  solo in parte e non dovunque. Tutte le informazioni disponibili dicono che, da una parte sono in aumento gli aborti clandestini, soprattutto da parte delle donne più socialmente svantaggiate, dall’altra  l’uso di anticoncezionali, ora più facilmente disponibili.

E’ fatto del tutto risaputo e non contestato che una parte del personale sanitario che obietta non è tale per motivi di coscienza ma per non essere costretto a farsi carico di un eccesso di interventi di IVG a scapito della generalità delle altre prestazioni inerenti alla professione.

Espongo una proposta poco conosciuta nonostante da tempo sia stata fatta soprattutto dal circuito dei cristiani, che, pur essendo contrari all’aborto, hanno appoggiato a suo tempo la 194.

La nostra proposta consiste in un emendamento alla legge 194 che preveda che sia annessa solo l’obiezione di coscienza  del personale sanitario che accetti di fornire una prestazione periodica, gratuita e non formale (cioè adeguatamente controllata) a favore della collettività , preferibilmente in campo socio-assistenziale oppure  sociosanitario. L’obiettore testimonierebbe, con  un impegno serio e permanente,  la genuinità della sua scelta in quanto veramente motivata da un problema di coscienza. In questo caso è del tutto probabile che si ridurrebbe di molto il numero degli obiettori  permettendo in tal modo un minor impegno dei medici non obiettori negli interventi di IVG ed anche un servizio migliore.

La proposta è fatta a tutti, al personale sanitario, al mondo cattolico nelle sue tante articolazioni, alle associazioni pro-life (perché dovrebbero essere contrarie?) e ovviamente e, prima di tutti, ai parlamentari. E naturalmente anche ai vescovi.

Appoggiando dall’inizio la 194 ci piace ribadire, se mai fosse necessario, che ogni aborto pone sempre delle questioni etiche che sono ben diverse  in relazione alle condizioni soggettive ed oggettive in cui  la donna si trova, sempre con difficoltà  a decidere, spesso senza la colpevole assenza del suo partner. Sicuramente la benevolenza e la misericordia, sulle quali abbiamo tanto riflettuto in questi mesi col magistero di papa Francesco,  devono essere presenti in questi momenti difficili della vita della donna.

Ci sembra che i vescovi dovrebbero evitare di fare le barricate anche in questa vicenda , come già sulle unioni civili ed il fine vita. Abbiano anche l’umiltà di confrontarsi sulla nostra proposta senza  il consueto muro di gomma nei confronto di chi cerca il dialogo all’interno della Chiesa. La vera preoccupazione dei cristiani, soprattutto in questo momento, dovrebbe concentrarsi sul problema della conclamata povertà minorile e dei tanti profughi di minore età recentemente arrivati nel nostro paese. La vera vita di cui occuparci  è quanto sta in mezzo tra l’embrione e lo stato vegetativo permanente.

Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di Noi Siamo Chiesa

Roma, 23 febbraio 2017

 


 

 

 

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"Fabiano è morto perché ha voluto morire. La cosa che ci contraddistingue rispetto agli altri viventi è la libertà rispetto al proprio corpo e carattere. E questo è anche uno dei cardini della spiritualità, la libertà..."

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DISCORSO DEL PAPA ALLA COMUNITÀ DI CAPODARCO

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Sabato, 25 febbraio 2017

Cari fratelli e sorelle,

sono lieto di questo nostro incontro e lieto di quello che ho sentito, molto lieto, e vi saluto tutti con affetto. Ringrazio di cuore Don Franco Monterubbianesi, fondatore della vostra Comunità, e Don Vinicio Albanesi, attuale presidente, per le loro parole; e ringrazio voi che ci avete regalato le vostre testimonianze...

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Siate vicini ai giovani che convivono senza sposarsi

Papa Francesco ai parroci: "Siate vicini ai giovani che convivono senza sposarsi"

"Sul piano spirituale e morale, quei ragazzi sono tra i poveri e i piccoli. La Chiesa sia madre e non li abbandoni". Don Vinicio Albanesi sprona Bergoglio ad andare avanti sul diaconato delle donne. "Non si curi di chi cincischia con i 'dubia'. Non è sacerdozio, è un ministero. E lo meritano tante suore e laiche che si dedicano alla carità". Ancora il Pontefice: "Non discriminare i disabili"

di PAOLO GALLORI La Repubblica , 25 febbraio 2017

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MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2017

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono (cfr Omelia nella S. Messa, 8 gennaio 2016)...

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IL DIRITTO UMANO ALL’ACQUA

 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI AL IV WORKSHOP ORGANIZZATO DALLA
PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE DAL TITOLO
IL DIRITTO UMANO ALL’ACQUA: UNO STUDIO INTERDISCIPLINARE
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NELLA GESTIONE DELL'ACQUA E DEI SERVIZI AMBIENTALI

Venerdì, 24 febbraio 2017

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Caro direttore, nel "Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere" sottoscritto dall'Italia e dal Governo di riconciliazione libico compare più volte - come sinonimo di migrante non regolare - il termine "clandestino"...

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