Preghiere poesie

Preghiera dell’emigrante

Salmo 60,1-6: Preghiera dell’emigrante      (traduzione don Sergio Carrarini)
Mi prostro fino a terra riverente,
ti adoro e ti prego, grande Allah,
creatore e luce dell'umanità
che sorridi i tuoi raggi sul mondo
e lo guidi come faro nella notte.

Ti invoco, Signore, nel tumulto
delle opulente città dell'Europa
nascondendomi in qualche giardino,
nei parchi iniettati di siringhe
o nelle buie e vuote chiese dei cristiani.

Sono un giovane emigrante africano
e il mio cuore è nero d'angoscia
come la mia pelle e i miei capelli,
come il lavoro che mi offrono
e i loro sguardi venati di razzismo.

Sto perdendo, o Allah, la fiducia
di arrivare un giorno a raccogliere
le briciole o i tozzi di pane
che cadono in abbondanza dalle mense
degli epuloni del ventunesimo secolo.

Ancor oggi, Signore, essi curano
più i cani, i gatti, i guardaroba
che gli affamati lazzari neri
sbarcati clandestinamente nei porti
con i carghi di merci espropriate.

Solo in te è la mia fiducia, o Allah!
Per me tu sei più grande e potente
di tutte le potenze occidentali
e del loro Dio che non amano e non pregano.
Nelle tue mani affido il mio futuro!

Anche se molte porte mi si chiudono,
anche se la paura e il disprezzo
mi accompagnano come ombre maledette,
certamente incontrerò delle persone
che hanno abbattuto nel cuore le frontiere.

Io credo che tu sei forza e speranza,
rifugio e protezione potente
per chi si affida alla tua volontà
e cammina nella via della fede
ben oltre le speranze deluse.

 

Salmo 60,7-9: Voti e suppliche di un Africano    
Nel momento di iniziare il mio viaggio
faccio voto di mantenermi fedele
alla fede e alle tradizioni del mio popolo
anche in mezzo alle nazioni d'Occidente
che praticano una religione ateista.

La fede e la solidarietà tra fratelli,
il valore incommensurabile della vita
nel dono dell'amore e dei figli,
nel rispetto della terra che è madre,
sono ricchezze che non voglio smarrire.

Questi doni mi vengono da te
attraverso l'eredità dei miei padri
ma forte è la tentazione di svenderli
per un pezzo di pane ed un letto,
per un’integrazione di pura facciata.
                  
Da questa terra d'esilio e sofferenza,
da questa terra d’illusioni e speranze,
da questa terra ricca e indifferente
ti prego per la mia famiglia e il mio popolo
e per la grande Africa martoriata.

Proteggi, o Allah, i suoi governanti,
le sue guide spirituali e i suoi profeti,
i villaggi e le tribù delle savane,
le carovane e i nomadi del deserto,
gli abitanti delle bidonville cittadine.

E soprattutto proteggi i suoi figli
dispersi tra i popoli della terra
a mendicare un diritto negato.
Apri loro il cuore e le case
dei credenti che vivono in ogni popolo.

Così tornerà il sorriso sulle labbra
con i canti e le danze d'ogni ritmo
in una nuova Pentecoste delle razze.
Anche l'Occidente quel giorno imparerà
a pregare e a rispettare la vita.

Preghiamo:
Ancora una volta, Signore - come infinite altre volte nella storia dell’umanità - è in atto una grande migrazione di popoli verso le terre del lavoro e della ricchezza, verso le terre dell’abbondanza e dello spreco, verso i centri del potere e del progresso. Ogni esodo parte sempre da una terra di miseria o di schiavitù, e si dirige verso una terra promessa di benessere e dignità, ma che spesso diventa terra di nuova miseria e sfruttamento. Aiuta, Signore, tutti i credenti a trasformare le terre d’esilio in comunità di accoglienza e di dialogo, e la Babele delle razze e delle rivendicazioni nella Pentecoste delle lingue e della fraternità. Amen.

Preghiera laica

Preghiera laica

 

Mare nostro che non sei nei cieli

e abbracci i confini dell’isola e del mondo

sia benedetto il tuo sale

e sia benedetto il tuo fondale

accogli le gremite imbarcazioni

senza una strada sopra le tue onde

pescatori usciti nella notte

le loro reti tra le tue creature

che tornano al mattino

con la pesca dei naufraghi salvati

 

Mare nostro che non sei nei cieli

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva di vendemmia,

Che abbiamo seminato di annegati

più di qualunque età delle tempeste

tu sei più giusto della terra ferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le riabbassi a tappeto

custodisci le vite, le visite cadute

come foglie sul viale

fai da autunno per loro

da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte

di padre e di madre prima di partire

 

Erri De Luca

 

Padre nostro,
Tu che sei Padre e Madre per noi,
fa che tutti ti riconoscano come Dio
e il tuo regno venga
con il nostro impegno
di comunione nell'amore.
Dacci oggi di condividere il pane necessario,
perdona le nostre offese
come noi perdoniamo chi ci ha offesi,
fa che trasformiamo in positivo le tentazioni
e ci liberiamo da ogni male.

 

Preghiera per le Vacanze

Preghiera per le Vacanze

Ti ringrazio, o Dio, per le ferie estive
che anche quest’anno mi dai la gioia di usufruire!
Sono un tempo salutare per me
e per quanti hanno la possibilità di farle.
In questi giorni di totale distensione,
o Dio, mi sia di conforto la tua Parola.

In questo tempo di riposo,
desidero essere libero
di pregare, di pensare e di agire
al di fuori di orari tassativi,
lontano dal caos cittadino,
immerso nella bellezza del creato. 

Grazie, Signore,
per tutto ciò che hai fatto di bello e di buono.
Grazie del riposo
che ci concedi in questi giorni!

 

Rendi sereno il nostro soggiorno:
porta la pace nel cuore
di quanti operano in questo campo.
Proteggi quanti per via, per mare e nei cieli
si muovono in cerca di refrigerio!
Amen.

 

www.editriceshalom.it

Invocazione allo Spirito Santo

Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo. La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido – come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesù chiama ipocriti –, nella mancanza di memoria per ciò che Gesù ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via. Invece, il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti, dei doni dello Spirito Santo, come elenca san Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Il dono dello Spirito Santo è stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perché possiamo vivere con fede genuina e carità operosa, perché possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace. Rafforzati dallo Spirito - che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti - rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace.

 

Papa Francesco

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.

PREGHIERA ALLA MADONNA

PREGHIERA  ALLA MADONNA  di papa Francesco in  “Evangelii  Gaudium”

Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi.
Amen. Alleluia.

 

NODI TELOGICI DEL DIALOGO ECUMENICO / 1

 

 

 

 

 

 

 

CATTOLICI E PROESTANTI A 500 ANNI DALLA RIFORMA

 

Abbiamo tutti imparato, negli ultimi decenni del secolo scorso, che il pensare teologico è contestuale. Poiché ciò è comunque vero, tanto vale prenderne coscienza e includere il contesto nella propria riflessione. Per il protestantesimo italiano, certo, l'ambito ecumenico è sempre stato spontaneamente contestuale: la piccola minoranza, il ruolo del cattolicesimo nella società italiana, la difficile eredità storica...

PECCATO NON E ROMPERE UNA NORMA MA NON AMARE

Intervista al nuovo superiore dei Gesuiti padre Arturo Sosa

Luna piena su Castel sant’Angelo, cupolone illuminato. La foto di rito per il generale dei gesuiti è sul terrazzo che domina piazza san Pietro. Serata gelida, il 30mo successore di sant’Ignazio è ospite cordiale e non si sottrae a “sforare” l’ora ritagliata tra mille impegni. Eletto il 14 ottobre, padre Arturo Sosa è nato in Venezuela il 12 novembre del ’48. Il 24 dello stesso mese un colpo di stato depose il primo presidente scelto democraticamente. Il padre di Sosa, economista e avvocato, contribuì a ricostruire il paese

Preghiera di un Ebreo per i bambini di Gaza

In questi mesi di conflitto, la preghiera per i popoli del Medio Oriente, per tutti coloro che cercano una pace giusta e duratura in quella regione, è diventata sempre più intensa a Taizé. E questo ancor più perché parecchi palestinesi hanno recentemente partecipato agli incontri sulla collina, tra cui tre bambini i cui nonni vivono a Gaza.

Allora, pubblichiamo di nuovo una preghiera, apparsa nel 2009 sulle pagine del giornale Haaretz, sulla quale un amico della comunità, il Rabbino Levi Weiman-Kelman, di Kol Ha Neshama, Gerusalemme, aveva richiamato la nostra attenzione.

Se c’è mai stato un momento per pregare, esso è ora.

Se c’è mai stato un luogo abbandonato, esso è Gaza.

Signore, creatore di tutti i bambini, ascolta la nostra preghiera in questo giorno maledetto. Dio, che noi chiamiamo Benedetto, rivolgi il tuo sguardo verso di loro, i bambini di Gaza, affinché possano conoscere le tue benedizioni e la tua protezione, che possano conoscere la luce ed il calore dove ora non ci sono che tenebre e fumo, ed un freddo che avvizzisce e dilania la pelle.

Onnipotente, tu che fai eccezioni che noi chiamiamo miracoli, fai un’eccezione per i bambini di Gaza. Proteggili da noi e dai loro. Risparmiali. Guariscili. Lasciali vivere in tutta sicurezza. Liberali dalla fame e dall’orrore, dalla furia e dal dolore. Liberali da noi e dai loro.

Dona loro di ritrovare la loro infanzia rubata e il loro diritto di nascere, che è una anticipazione del Paradiso.

Ravviva nella nostra memoria, o Signore, le sorti del bambino Ismaele, padre di tutti i bambini di Gaza. Come il bambino Ismaele era senz’acqua, lasciato a morire nel deserto di Beer-Sheba, così spogliato di ogni speranza che sua madre non poteva sopportare di vedere la sua vita perdersi nella sabbia.

Sii quel Signore, il Dio del nostro consanguineo Ismaele, che ha udito il suo grido e ha inviato un suo angelo per consolare sua madre Hagar.

Sii quel Signore, tu che rimanesti con Ismaele quel giorno e per tutti i giorni successivi. Sii quel Dio di ogni misericordia, che ha aperto gli occhi di Hagar in quel giorno e le ha mostrato il pozzo affinché ella potesse dare da bere al piccolo Ismaele e salvargli la vita.

Allah, che noi chiamiamo Elohim, tu che doni la vita, che conosci il valore e la fragilità di ogni vita, invia i tuoi angeli a questi bambini. Salvali, i bambini di quel posto, Gaza la più bella, Gaza la dannata.

In questo giorno in cui l’ansia, la collera e il lutto che viene chiamato guerra afferra i nostri cuori e li copre di cicatrici, invocandoti, Signore, il cui nome è pace:
Benedici quei bambini e proteggili dal male.

Volgi lo sguardo verso di loro, Signore. Mostra loro, come se fosse per la prima volta, la luce e la bontà, e la tua benevolenza travolgente.

Guardali, Signore. Permetti loro di vedere il tuo volto.

E, come se fosse per la prima volta, dona loro la pace.

Bradley Burston, del quotidiano Haaretz

 

 

Il dono dell'unità

 

 

«L’unità non è il frutto
dei nostri sforzi umani
o il prodotto costruito
da diplomazie ecclesiastiche,
ma è un dono che viene dall’alto.
Noi uomini non siamo in grado
di fare l’unità da soli,
né possiamo deciderne
le forme e i tempi.
Nostro compito è quello
di accogliere questo dono
e di renderlo visibile a tutti.
L’unità, prima che traguardo,
è cammino,
con le sue tabelle di marcia
e i suoi ritmi,
i suoi rallentamenti
e le sue accelerazioni,
e anche le sue soste».

 

Papa Francesco ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, 10/11/2016

RINGRAZIAMENTO FINE ANNO

 RINGRAZIAMENTO FINE ANNO    di Don Tonino Bello

Eccoci, Signore, davanti a te.
Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.

Ma se ci sentiamo sfiniti,
non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto,
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.

È perché, purtroppo, molti passi,
li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue:
seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera,
e non le indicazioni della tua Parola;
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre,
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te.

Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno,
sentiamo nostre le parole di Pietro:
"Abbiamo faticato tutta la notte,
e non abbiamo preso nulla".

Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente.
Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto,
ci aiuti a capire che senza di te,
non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto.

Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell'anno,
esigono il nostro rendimento di grazie.

Ti ringraziamo, Signore,
perché ci conservi nel tuo amore.
Perché continui ad avere fiducia in noi.

Grazie, perché non solo ci sopporti,
ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi.

Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini.

Anzi, ci metti nell'anima un cosi vivo desiderio di ricupero,
che già vediamo il nuovo anno
come spazio della speranza e tempo propizio
per sanare i nostri dissesti.

Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza.
Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza.
Donaci un futuro gravido di grazia e di luce
e di incontenibile amore per la vita.

Aiutaci a spendere per te
tutto quello che abbiamo e che siamo.
E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore.
Fino alle lacrime.

'LA MORTE NON È NIENTE...'

"LA MORTE NON È NIENTE..."

 

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami;
il tuo sorriso è la mia pace.  

SANT'AGOSTINO