Cristiano, chi sei? di Enzo Bianchi

05-08-2025 - Notizie

E’ Dio per primo che si rivolge a noi, soprattutto quando siamo stanchi e affaticati. Come? Nella sua Parola. Ma dobbiamo prima fare silenzio. 

 

Famiglia Cristiana - 27 Luglio 2025 

Rubrica: Cristiano, chi sei?  di Enzo Bianchi 

 

Nella nostra vita abbiamo bisogno di rinnovarci, ricominciare, riprendere il cammino percorso che a volte ci ha procurato stanchezza. Anche nella vita cristiana è necessaria questa dinamica, che è innanzitutto rinnovamento della fede. La fede è adesione di tutta la nostra persona al Signore, non è un atteggiamento intellettuale, né un sentimento destato dall’incontro con il sacro, è una relazione viva, un mettere la fiducia in Colui che abbiamo ascoltato con il cuore. Sì, perché la fede autentica cristiana nasce dall’ascolto di una parola che viene da Dio. È Dio che ci parla per primo, non noi parliamo per primi a lui, e la sua parola non è sonora, non si impone, chiede solo un cuore che sappia ascoltare. 

 

Amico, non dimenticare che Salomone quando fu unto da Dio gli domandò il dono tra i doni: “Dammi un cuore che sappia ascoltare!”. La tua fede si rinnova dunque con l’ascolto della Parola, un ascolto attento e obbediente. Chiediti: se oggi c’è una crisi di fede non è forse legata a una crisi di ascolto? Manca anche l’ascolto del fratello e se non si ascolta il fratello che si vede come si potrà ascoltare Dio che non si vede? Ascoltare è accogliere le parole che ti raggiungono, discernere per verificare se sono parole che ti portano vita o se sono mortifere, se vengono dal Signore o se vengono dal buio presente nel profondo del nostro essere. Ascoltare è un’operazione da imparare che richiede esercizio, silenzio dai rumori e dalle parole vane. E accade a un certo punto che ascoltiamo una voce sottile, chiara e convincente, che parla con noi: è il Signore che chiede ascolto. 

 

Rinnova l’ascolto e rinnoverai anche la fede nel lungo e a volte faticoso cammino verso il Regno.

 

 

I cristiani non confessano un qualsiasi Signore, ma solo quello narrato da Gesù Cristo. L’unico nel cui segno può esserci salvezza. 

 

Famiglia Cristiana - 3 Agosto 2025 

Rubrica: Cristiano, chi sei?  di Enzo Bianchi 

 

Viviamo in un mondo non più cristiano, nel quale molte sono le religioni eloquenti con i loro simboli e i loro templi. Il cristiano rischia di pensare che ogni religione porti allo stesso dio. Anche un certo dialogo interreligioso superficiale e poco intelligente arriva a dire: “Abbiamo tutti lo stesso Dio, tutte le religioni portano a Dio”. 

 

Il cristiano nutre grande rispetto per le altre religioni e spiritualità, ma non può dire che il loro dio è anche il suo. I padri della chiesa, quando i cristiani erano una minoranza nella marea pagana, dicevano che il Dio delle genti non era il loro Dio e per loro Dio restava una parola insufficiente! Questo perché i cristiani confessano non un qualsiasi Dio, ma il Dio narrato da Gesù Cristo. Il cristianesimo è questo racconto di Dio fatto da un uomo, con la sua vita umanissima, Gesù di Nazareth, figlio di Maria, ma anche figlio di Dio: “Nessuno ha mai visto Dio, ma Gesù Cristo ce lo ha narrato!” (Gv 1,18). 

 

E si ricordi che nella fede cristiana non si può più dire Dio senza dire l’essere umano e non si può pensare alla vocazione dell’umano senza pensare a Dio. Questo significa anche che l’umanità di Gesù è la via per andare a Dio. Ci deve essere dunque grande rispetto per i credenti in dio non cristiani, ed è importante assumere la loro ricerca faticosa attraverso una sapienza sovente raffinata e profonda, ma resta necessario affermare la differenza cristiana: nel cristianesimo è Dio che fa vedere il suo volto, non sono gli umani che lo scoprono e lo raccontano. 

 

Amico, non è forse questa una buona notizia che ti rallegra ogni giorno?