13 aprile - LA SETTIMANA DE LA PORTA DI VETRO

13-04-2026 - Notizie

Care amiche e cari amici,

 

Da Islamabad a Budapest, negli ultimi sette giorni abbiamo assistito a svolte - inattese o prevedibili - nella politica internazionale.

Partiamo, per una volta, con una buona notizia: l'Ungheria si trova oggi davanti a una svolta storica, che molti non esitano a definire la fine di un'era: il tramonto del regno illiberale di Viktor Orbán.

E’ sicuramente prematuro analizzare il significato della vittoria di Péter Magyar; come scrive Vice, il suo primo discorso è stato “coraggioso e teso a spezzare qualunque vincolo con il passato e con le sue stesse origini politiche”, dopo essere “cresciuto all'ombra del partito di Orbán”.

Dal punto di vista dell’Unione Europea, però, la sconfitta di Orban è senza ombra di dubbio un’ottima notizia, a prescindere da cosa saprà o non saprà - fare Magyar, e di conseguenza una pessima notizia per Vladimir Putin e Donald Trump che nei giorni scorsi aveva persino inviato il vice-presidente JD Vance in un tour elettorale in Ungheria, nel quale paradossalmente, ma senza alcuna percezione del grottesco, invitava al tempo stesso gli ungheresi a non farsi “condizionare da forze esterne” (l’Unione Europea, ndr), mentre lui, secondo nella catena di comando del più potente paese del mondo, faceva attivamente campagna per Orban.  

Come ha ricordato Stefano Rossi, “i legami di Orbán erano fortissimi con chi persegue l’obiettivo strategico di indebolire l'Unione. È un fatto eccezionale che un candidato sostenuto economicamente e politicamente dalle due principali potenze nucleari mondiali — entrambe impegnate in una politica estera aggressiva e imperialista — perda in modo così netto contro il proprio principale avversario politico”.

 

Per quanto riguarda la transizione al potere, abbiamo pubblicato un focus puntuale sulle procedure istituzionali necessarie per formare il nuovo governo Magyar, consapevoli che - ad ogni modo - negli ultimi 16 anni Orban ha costruito un sistema che avrebbe dovuto rendere sostanzialmente impossibile la sua sconfitta e che - di conseguenza - il lavoro di Magyar sarà tutt’altro che semplice, nonostante l’ampio mandato popolare conferitogli. 

 

Ma non possiamo ignorare che mentre l'Europa dell'Est e l’Unione in generale vivono un possibile cambio di era politico, il contesto internazionale continua a rimanere decisamente preoccupante, a partire proprio da quanto accade a Washington.
Come ha scritto Savino Pezzotta, il linguaggio della politica americana trasforma la percezione stessa dei conflitti mondiali, con la comunicazione di Donald Trump che cerca di ergersi a “dispositivo capace di costruire una realtà parallela”. Questa tendenza a minimizzare o ridefinire le crisi emerge chiaramente nel commento alle dichiarazioni del tycoon sulla guerra in Libano, liquidata come un insieme di "semplici scaramucce".
Un tema che abbiamo affrontato anche nell’Editoriale della Domenica, che mette in guardia sulla difficoltà di evitare scenari apocalittici di fronte allo stallo dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, con la distanza tra le parti che appare incolmabile.

 

Nonostante le grandi crisi internazionali catturino l’attenzione, la Porta di Vetro mantiene uno sguardo attento anche sul territorio grazie a Rosanna Caraci, che riporta l'attenzione sulle criticità locali con un'inchiesta sulla sanità piemontese, definita "maglia nera" del Nord Italia per la preoccupante fuga di personale.

E, a proposito di crisi locali, grazie ad Alberto Ballerino abbiamo anche raccontato “una iniziativa promossa da una testata locale, che metterebbe la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria sotto accusa, denunciando un calo di consenso tra i cittadini”, con un attacco “alla governance della Fondazione, che da sempre ha un ruolo chiave ad Alessandria.”
Come conclude lo stesso Ballerino, “forse è in atto un attacco contro chi aveva infastidito determinati sistemi di potere in Piemonte, ma le domande e gli interrogativi sono tanti. Vedremo nei prossimi giorni se si tratta di una bolla di sapone o se ci sarà un seguito che consentirà di capire meglio cosa succede”. 

 

Prima di salutarvi, come da abitudine, spazio ai consigli culturali:
Mara Martellotta ci ha segnalato la mostra dedicata al pittore "Il Sodoma", che sarà ospitata a Torino, al Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, fino al 6 settembre

Direttamente dalla biblioteca de “La Porta di Vetro, vi lasciamo poi con due consigli di lettura: “E sceglierai la vita. Guerra e pace lungo le strade di Yitzhak Rabin” di Adam Smulevich - presentato nella giornata di ieri a Casale Monferrato e di cui ha scritto per noi Alberto Ballerino - e Con la testa in mezzo all'erba, Note sui sessanta omegnesi caduti per la libertà, 1943-1945 grazie a cui - come ci racconta Marco Travaglini - gli autori, Filippo Colombara e Virginia Paravati, colmano un vuoto di ricerca per dare un’identità, una storia umana e personale a ciascuno dei protagonisti, collocandoli dentro la storia resistenziale di Omegna e del suo territorio.

 

Grazie per l'attenzione,

A lunedì prossimo!