VIII DOMENICA ANNO C con preghiera dei piccoli

27-02-2022 - Preghiere poesie

VIII DOMENICA ANNO C  con preghiera dei piccoli

  Luca 6, 39-45

«Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? 40Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. 41Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 42Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. 43Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. 44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. 45L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

 

Tra guerra in Ucraina, pandemia che rallenta ma che non scompare, bollette impazzite e aumento a dismisura delle condizioni di povertà (con tutto ciò che ne consegue sul piano relazionale, sociale e politico), siamo tutti letteralmente “frastornati”, confusi e, per usare un’immagine efficace, “come alunni senza maestro”. Abbiamo l’impressione (concreta) di essere senza guide, senza punti di riferimenti validi e alle prese con tanti (troppi) venditori ambulanti che espongono, gridando l’uno sull’altro, la propria merce per ampliare il proprio tornaconto personale (che spesso si riduce al consenso elettorale).

Le parole di Gesù che ci vengono offerte oggi per la nostra preghiera domenicale sembrano adatte al nostro contesto. Ieri come oggi c’era un’abbondanza di “guide” e di “maestri” da creare confusione e disorientamento. Significa che anche ai tempi di Gesù erano tanti coloro che senza titoli per insegnare a scuola si presentavano come “guide”, “maestri” e “docenti” pur di non lavorare. San Luca definisce queste figure con un’immagine molto efficace: “guide cieche” che in nessun modo possono guidare un altro. Ed è un rimprovero che Gesù si può permettere perché Lui è realmente Pastore, Guida e – in una parola – Maestro. Il che vuole dire che la prima buona notizia che ricaviamo da questo Vangelo è che non siamo soli e nessuno di noi è senza Maestro. È vero: abbiamo spesso la tentazione di spegnere il telegiornale perché alle prese con troppe brutte notizie che non riusciamo a comprendere, ma non siamo “soli”: Lui – “lampada per i nostri passi” e porto sicuro in cui approdare – c’è, è presente e non si stanca di offrici la Sua Parola e il Suo insegnamento perché nessuno di noi si smarrisca per le strade di questo mondo. Ed è un Gesù che non vende ricette, che non dice chi ha ragione nei tanti litigi in cui ogni giorno ci scontriamo e che non risolve i nostri problemi con la bacchetta magica, ma resta il nostro unico Maestro che ci dona la forza di essere buoni, di non giudicare, di anteporre l’altro all’io e di entrare – una volta per tutte – nella pratica del servizio, per stare bene.

Ma c’è un ulteriore insegnamento che possiamo trarre da questa inesauribile pagina di vangelo. La famosa immagine della trave nel proprio occhio e della pagliuzza in quella del fratello, ci permette di rivedere radicalmente il nostro modo di “guardare”. Quante volte guardiamo l’altro con l’occhio storto dell’invidia e in lui vediamo solo ombre! Quante persone – al contrario –si rovinano la vita per “copiare” il “fare” di questo o quel cantante, calciatore, attrice o diva! Ed è uno sguardo sull’altro – sembra dirci Gesù – perché abbiamo paura di guardare noi stessi con la bontà con cui Gesù appoggia i suoi occhi su di noi. Quante volte il singolo ha paura di guardarsi dentro perché si “sente” incapace, inadatto, inadeguato, non amato, non bello, etc. etc.

Ecco la seconda buona notizia: lo sguardo e la Parola di Gesù su di noi ci libera dalla trave che avvelena il nostro sguardo di noi e sui fratelli che ci vivono accanto.

Guidati da Gesù scopriamo che ognuno di noi è migliore di quanto lui stesso creda ed è realmente capace di fare il bene, con il Suo aiuto. Guidati da Gesù impariamo anche a vedere la parte sana dell’altro e ad allearci con questa senza inutili e nocivi giudizi.

Si noti la sfumatura: Gesù non parla di “albero cattivo”, ma di “albero malato/guasto”. Il particolare è importante perché ci dice, ci ricorda e ci conferma che se facciamo il male e non facciamo il bene è perché ci siamo “ammalati”, non perché siamo definitivamente cattivi. Gesù è il Maestro che con la sua Parola “cura” l’albero della nostra vita e ci abilita a fare azioni buone, vere, cariche di bontà, di amore e di giustizia. È possibile, ci dice il Vangelo di questa domenica, tirare fuori dal nostro cuore tutto il bene che c’è (e che spesso non vediamo o neghiamo) e guardare in modo diverso, bello e buono noi stessi, gli altri e il mondo intero.

Buona domenica.

Preghiera dei piccoli

Caro Gesù,

                  da grande voglio fare il maestro.

E mi piacerebbe diventare bravo come Simone: il mio maestro che ci sa tenere, ci fa giocare e che quando spiega restiamo tutti a bocca aperta ad ascoltarlo.

Anche aiutare mia sorella più piccola a fare i compiti mi piace. E soprattutto sento che dedicare del tempo a chi ha bisogno di me mi fa stare bene.

E sai che cosa ho pensato ascoltando questo Vangelo? Che se da grande farò l’insegnante, voglio continuare a restare tuo alunno e sentire che sei Tu il mio unico e solo Maestro.

Mi piace la Tua pazienza con tutti noi. Ed è bello scoprire dal Vangelo che Tu non fai mai sconti a chi ti segue, ma che lo aspetti sempre e che aiuti tutti a rialzarsi.

Che ne dici della mia idea? Fare il “maestro” e – allo stesso tempo – restare “Tuo” alunno.

Grazie Gesù.