Prima pagina - Natale 2010

31-12-2010 - Archivio

Puntuale, come ogni anno in occasione del Natale, ti giunga un augurio, messaggio, riflessione, forse già condiviso, ma sempre toccante e di grande attualità, nonostante l'autore, da me spesso citato, da tempo e a soli 58 anni , se ne sia andato alla casa del Padre.

Tanti auguri scomodi!

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi: "Buon Natale" senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore, vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali.
Il Bambino che dorme sulla paglia, vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo, vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo strumento delle vostre scalate.
Maria che trova solo nello sterco degli animali la culla dove porre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa coi suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli, che annunciano la pace, portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità, incapace di vedere che, poco più lontano, si smilitarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
I poveri che accorrono alla grotta mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell'edilizia popolari sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri: che è poi l'unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza. (Tonino Bello)


Mi è sempre caro rileggere e proporre gli scritti di questo amato Vescovo che visse il calvario della malattia facendone un "luminoso poema". Attingendo a larghe mani dal Vangelo e dalla realtà, ci ha dato preziosi e stimolanti spunti di riflessione, trasformando in linguaggio poetico e realistico il suo vissuto di credente.
Sia per noi più credibile e vero, non rituale e ripetitivo, il suo e mio augurio natalizio per il nuovo 2011!
Natale 2010 don Mario Marchiori