Card. CARLO MARIA MARTINI, Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede

22-02-2011 - Archivio

Card. CARLO MARIA MARTINI, Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede

Lei ora appartiene alla generazione più anziana: cosa sogna per la Chiesa?

"Il profeta rammenta agli anziani che devono trasmettere i sogni e non le delusioni della loro vita. Sono felice di poter sognare ora, qui a Gerusalemme, come Giacobbe che vedeva gli angeli salire e scendere sulla scala celeste.
Oggi vedo molte persone provenienti da tutto il mondo edi diverse religioni. Fra loro sono gli angeli che possiamo incontrare qui in terra.
Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà e umiltà, una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo. Sognavo che la diffidenza venisse estirpata. Una Chiesa che dà spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto. Una Chiesa che infonde coraggio, soprattutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Sognavo una Chiesa giovane.
Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa. Guardo al futuro. Quando verrà il Regno di Dio, come sarà? Dopo la mia orte come incontrerò Cristo, il Risorto? Mi ha sempre entusiasmato Teilhard de Chardin, che vede il mondo pro-cedere verso il grande traguardo, dove Dio è tutto in tutto. La sua utopia è un'unità che assegna a ciascuno il suo personale posto, trasparente e accettato da tutti gli altri. Ciò che è personale rimane, ma in Dio siamo uno. L'utopia è importante: solo quando hai una visione lo Spirito ti innalza al di sopra di meschini conflitti".

Carlo Maria Martini.