La settimana de La Porta di Vetro - 9 febbraio
Care amiche e cari amici,
questa settimana, al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica, non possono che esserci le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, inaugurate lo scorso venerdì.
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VIDEO - Prof. Vito Mancuso - 29 gennaio 2026



Lampionaio del cielo
Ho contato tutti i giorni che ho vissuto:
sono ventisettemila o poco più…
Che lunga fila, mio Signore!
Se fossero lampioni su una strada
scriverebbero una linea luminosa
che sbiadirebbe nella lontananza.
Ma quante lampadine sono spente!
Quante non furono mai accese…:
giornate grigie, senza fuochi,
giorni ingoiati come minestrine,
insapori, svagati, sonnolenti.
Ormai dimenticati.
Qualche luce lampeggia a intermittenza:
sono i giorni con guizzi di allegria,
di amicizia, di amore.
Sono le ore di gioia o di dolore:
sono gli addii e gli incontri,
il lavoro benfatto,
la cura per i figli,
l'attenzione ai miei vecchi.
Qualche lume scintilla coraggioso,
ma è poca cosa,
una lucciola vaga nella notte.
Tutta qui, la mia vita così lunga?
Accendi Tu, Signore,
lampionaio del cielo,
quest'ultimo pezzo di strada:
che almeno qualche brace resti accesa.
Anna Maria Bermond 2013
SI DICE CHE
Si dice che Tu ci parli.
ma non ho mai udito la tua voce.
Le sole voci che odo sono delle voci amiche,
che mi rivolgono parole preziose.
Si dice che Tu cammini al nostro fianco.
Ma non ti ho mai scoperto
ad intrecciare i tuoi passi con i miei.
I soli compagni sono delle creature fraterne
che condividono la pioggia, il vento e il sole.
Si dice che Tu ci ami.
Ma non ho mai visto la tua mano
posarsi sulla mia spalla.
Le sole mani che scopro sono delle mani fraterne
che stringono, consolano, accompagnano.
Ma sei Tu, mio Dio,
che mi offri queste voci,
questi compagni, queste mani;
allora, nel cuore del silenzio e dell'assenza,
Tu diventi,
attraverso tutti questi fratelli,
Parola e Presenza.
Che Tu sia benedetto, mio Dio, mio Signore.
( Da Rèveil)
IL "PADRE NOSTRO" detto da DIO
Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e "tentato";
conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.
Non sarai mai solo: io abito in te
e insieme spargeremo il regno della vita
che ti darò in eredità.
Ho piacere che tu faccia la mia volontà:
infatti è la tua felicità ciò che io voglio.
Avrai il pane ogni giorno, non preoccuparti:
però ti chiedo
di spartirlo con i tuoi fratelli.
Sappi che ti perdono tutti i tuoi peccati,
anche prima che tu li commetta:
ma ti chiedo che anche tu li perdoni
a quelli che ti offendono.
E, per non soccombere alla "tentazione",
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò davvero da ogni male,
mio povero e caro figlio.
Padre nostro
Che il tuo nome risuoni così forte sulla terra
che possiamo riconoscere la tua presenza fra noi.
Che il tuo regno di amore e di gioia
venga riscaldare i tuoi figliuoli
per sloggiare l'angoscia, la sofferenza e il peccato.
Che la tua volontà, che si è manifestata nel Cristo,
si compia anche attraverso i nostri sforzi
di giustizia, di solidarietà e di pace.
Dacci oggi il nostro pane,
la nostra parte di affetto,
la nostra parte di forza per vivere
e trasmettere il Buon Annunzio.
Perdonaci le nostre offese
come cerchiamo di perdonare le offese
di coloro che ci feriscono,
ci ignorano o non sanno amarci.
Non esporci alla tentazione del rifiuto, della passività,
della faciloneria o dell'evasione.
Ma liberaci dal male che si incrosta nel mondo
ed in noi stessi.
Anonimo
Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.
Fa' sì che questi errori non generino la nostra sventura. Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa' che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa' sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. Fa' in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.
Fa' che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo, e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza", e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c'è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime, come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'attività pacifica! Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace, ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.
Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.
Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.
Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).
Ma poi diventa cieco.
Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?
L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.
David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì
Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente, consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.
Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.
Care amiche e cari amici,
questa settimana, al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica, non possono che esserci le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, inaugurate lo scorso venerdì.
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Il gesuita Reese su Trump: un disastro per gli Stati Uniti e per il mondo intero
Ludovica Eugenio 07/02/2026, 13:53
Tratto da: Adista Notizie n° 6 del 14/02/2026
42514 WASHINGTON-ADISTA. «Donald Trump è una manna dal cielo per i vignettisti politici, gli editorialisti e gli appassionati dei social media, ma io lo trovo paralizzante»; «lo trovo psicologicamente estenuante»; «si comporta come un bambino viziato e fuori controllo, solo che è più grande, più cattivo e più forte di chiunque altro lo circondi». Non usa mezzi termini il gesuita statunitense p. Thomas J. Reese, già direttore della rivista dei gesuiti statunitensi America Magazine in un editoriale dedicato al presidente Usa Donald Trump sull’agenzia di stampa Religion News Service (4/2).
COME STANNO LE COSE
Carissimi,
l’opinione pubblica è stata turbata dai gravi incidenti che si sono avuti a Torino dopo la grande manifestazione per Askatasuna: cento manifestanti feriti, un poliziotto preso a calci, una specie di guerriglia urbana. La brutta lezione che se ne può trarre è che quando il fascismo è al potere, la violenza si scatena, in quanto si chiudono gli spazi vitali, da una parte e dall’altra...
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Care amiche e cari amici,
la settimana appena trascorsa è stata segnata, come prevedibile, da un grande tema: la manifestazione di solidarietà nazionale che si è svolta sabato 31 gennaio 2026 a Torino, a seguito dello sgombero del 18 dicembre scorso del centro sociale Askatasuna.
Un evento atteso, dibattuto e controverso, che ha catalizzato l’attenzione dapprima della comunità torinese e, conseguenza immediata degli scontri al termine del corteo, quella nazionale.
L’antisemitismo non c’entra niente “con la ferma opposizione al perpetuare dei crimini dello Stato d’Israele”.
Lo dice un esponente ‘storico’ del movimento Pax Christi, don Renato Sacco, che si è sempre battuto per la giustizia internazionale e il disarmo.
“Quando si alza la soglia del dolore rischiamo di abituarci a tutto più facilmente, perfino agli orrori di Gaza”, dove la distruzione va avanti nonostante il cessate-il-fuoco.
“Ma io non riesco ad abituarmi a quanto sta accadendo a Gaza.
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Cari amici,
all’articolo di Riccardo Petrella che commentava la dichiarazione di Trump secondo la quale nessun potere lo può fermare, che è la definizione classica della sovranità, abbiamo messo nel sito il titolo: “Sovrano è il crimine” perché appunto di questo si tratta quando un potere che si pretende sovrano compie e rivendica un crimine (come i molti crimini “politici” commessi e annunciati da Trump), che nessuno al di sopra di lui (“superanus”) può giudicare. Ma questo significa la morte del diritto, e quindi un cambiamento d’epoca, che simbolicamente abbiamo datato al 3 gennaio scorso, il giorno del crimine – il colpo terroristico in Venezuela – così rivendicato da Trump.
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Care amiche e cari amici,
dopo aver dedicato la scorsa edizione della newsletter alle questioni internazionali - o, meglio, alla celebrazione per la liberazione di Alberto Trentini - questa settimana non possimao che concentrarci soprattutto sullo stato di salute delle relazioni internazionali e delle nostre democrazie...
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Dal Vangelo secondo Giovanni 1, 29 -34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
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di Severino Dianich
News settimana - 6 settembre 2025
Chi ha assistito a un sacrificio, o ne abbia visto, per caso, anche da lontano, una celebrazione, alzi la mano! Al massimo qualcuno potrà dire: «Sì, l’ho visto al cinema, o in una illustrazione del libro di storia». È strano, quindi, che il Messale Romano scriva nell’Introduzione, con assoluta nonchalance, come se tutti sapessero con chiarezza cosa sia un rito sacrificale, che «nella Messa o Cena del Signore», il popolo di Dio si riunisce «per celebrare il memoriale del Signore, cioè il Sacrificio eucaristico».
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Una ragione per cui attualmente è diventato molto faticoso vivere nella comunità cristiana e partecipare alle sue liturgie è il ritorno frequente e ben attestato in molte chiese del primato della scenografia sulla conversione e sulla vita di fede. Dopo alcuni decenni in cui sembrava che molti riti e manifestazioni religiose che si volevano “popolari” fossero scomparse per un’istanza di purificazione della fede, quella fede cristiana che è capace di giudicare la religione di cui è rivestita, assistiamo oggi al ritorno e al trionfo di processioni con canti sguaiati, con statue più simili a idoli che a immagini cristiane, con uno sfarzo e una spesa che sono un'offesa per i poveri.
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