Trump contro il papa...
Trump contro il papa che risponde: io annuncio il Vangelo, alzo la voce anche se incompreso e disprezzato da chi è preda di un delirio di onnipotenza...
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Savino Calabrese - 17 marzo 2026


VIDEO - Prof. Vito Mancuso - 29 gennaio 2026
Lampionaio del cielo
Ho contato tutti i giorni che ho vissuto:
sono ventisettemila o poco più…
Che lunga fila, mio Signore!
Se fossero lampioni su una strada
scriverebbero una linea luminosa
che sbiadirebbe nella lontananza.
Ma quante lampadine sono spente!
Quante non furono mai accese…:
giornate grigie, senza fuochi,
giorni ingoiati come minestrine,
insapori, svagati, sonnolenti.
Ormai dimenticati.
Qualche luce lampeggia a intermittenza:
sono i giorni con guizzi di allegria,
di amicizia, di amore.
Sono le ore di gioia o di dolore:
sono gli addii e gli incontri,
il lavoro benfatto,
la cura per i figli,
l'attenzione ai miei vecchi.
Qualche lume scintilla coraggioso,
ma è poca cosa,
una lucciola vaga nella notte.
Tutta qui, la mia vita così lunga?
Accendi Tu, Signore,
lampionaio del cielo,
quest'ultimo pezzo di strada:
che almeno qualche brace resti accesa.
Anna Maria Bermond 2013
SI DICE CHE
Si dice che Tu ci parli.
ma non ho mai udito la tua voce.
Le sole voci che odo sono delle voci amiche,
che mi rivolgono parole preziose.
Si dice che Tu cammini al nostro fianco.
Ma non ti ho mai scoperto
ad intrecciare i tuoi passi con i miei.
I soli compagni sono delle creature fraterne
che condividono la pioggia, il vento e il sole.
Si dice che Tu ci ami.
Ma non ho mai visto la tua mano
posarsi sulla mia spalla.
Le sole mani che scopro sono delle mani fraterne
che stringono, consolano, accompagnano.
Ma sei Tu, mio Dio,
che mi offri queste voci,
questi compagni, queste mani;
allora, nel cuore del silenzio e dell'assenza,
Tu diventi,
attraverso tutti questi fratelli,
Parola e Presenza.
Che Tu sia benedetto, mio Dio, mio Signore.
( Da Rèveil)
IL "PADRE NOSTRO" detto da DIO
Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e "tentato";
conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.
Non sarai mai solo: io abito in te
e insieme spargeremo il regno della vita
che ti darò in eredità.
Ho piacere che tu faccia la mia volontà:
infatti è la tua felicità ciò che io voglio.
Avrai il pane ogni giorno, non preoccuparti:
però ti chiedo
di spartirlo con i tuoi fratelli.
Sappi che ti perdono tutti i tuoi peccati,
anche prima che tu li commetta:
ma ti chiedo che anche tu li perdoni
a quelli che ti offendono.
E, per non soccombere alla "tentazione",
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò davvero da ogni male,
mio povero e caro figlio.
Padre nostro
Che il tuo nome risuoni così forte sulla terra
che possiamo riconoscere la tua presenza fra noi.
Che il tuo regno di amore e di gioia
venga riscaldare i tuoi figliuoli
per sloggiare l'angoscia, la sofferenza e il peccato.
Che la tua volontà, che si è manifestata nel Cristo,
si compia anche attraverso i nostri sforzi
di giustizia, di solidarietà e di pace.
Dacci oggi il nostro pane,
la nostra parte di affetto,
la nostra parte di forza per vivere
e trasmettere il Buon Annunzio.
Perdonaci le nostre offese
come cerchiamo di perdonare le offese
di coloro che ci feriscono,
ci ignorano o non sanno amarci.
Non esporci alla tentazione del rifiuto, della passività,
della faciloneria o dell'evasione.
Ma liberaci dal male che si incrosta nel mondo
ed in noi stessi.
Anonimo
Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.
Fa' sì che questi errori non generino la nostra sventura. Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa' che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa' sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. Fa' in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.
Fa' che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo, e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza", e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c'è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime, come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'attività pacifica! Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace, ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.
Oggi il problema non è l'ateismo. Il vero problema è: in quale Dio si crede. Io non credo in Dio; credo solo nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio degli umili, degli oppressi, nel Dio per l'uomo, fratello di tutti gli uomini, che anzi si offre perché tutti vivano, ecc.
Gesù Cristo è ucciso in nome di Dio; del Dio sbagliato, naturalmente.
Anche S. Paolo dice: "Io per dar gloria a Dio, volevo metter a morte tutti i cristiani" (Gal 1,13-14).
Ma poi diventa cieco.
Un altro pericolo, uguale al primo (falso concetto di Dio), è il falso concetto di uomo. Bisognerebbe che ciascuno di noi pensasse di rispondere a questa domanda: cosa pensi di te stesso? Come di concepisci?
L'uomo sbagliato è una conseguenza del Dio sbagliato. Si ha l'uomo sbagliato quando questi si crede un assoluto, si crede l'unica fonte del bene e del male; si crede autonomo, padrone di fare quello che vuole. Da qui nasce l'arbitrarietà, il sopruso, la sopraffazione, la strumentalizzazione dei valori, la devastazione, fino all'autodistruzione.
David Maria Turoldo, La guerra sconfitta di Dio, Ed.Colibrì
Ostinati e convinti sostenitori del Concilio vaticano II e delle sue grandi aperture e innovazioni pastorali, leggeremo e ci confronteremo attentamente, consapevoli che siamo chiamati al servizio del vangelo e non viceversa. Qualcosa che è possibile e necessario fare anche quando non ci fossero spazi istituzionali e parrocchiali disponibili.
Nel sito www.unachiesaapiuvoci.it troverete prossimamente le date delle serate in calendario. E aggiornamenti con articoli e riflessioni sull’attualità.
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Care amiche e cari amici,
Da Islamabad a Budapest, negli ultimi sette giorni abbiamo assistito a svolte - inattese o prevedibili - nella politica internazionale.
Partiamo, per una volta, con una buona notizia: l'Ungheria si trova oggi davanti a una svolta storica, che molti non esitano a definire la fine di un'era: il tramonto del regno illiberale di Viktor Orbán...
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DELLA FORMAZIONE DEI PRETI Cesare Baldi |
Cari amici,
è passata la notte e la civiltà persiana, millenaria ma minacciata di essere cancellata in queste ore, è ancora lì, mentre il cosiddetto regime degli ayatollah, pur uccisi i suoi capi, ha dato una prova di straordinaria dignità e coraggio. Invece c’è un’altra civiltà, antica di tre secoli, quella nordamericana, che non è finita, perché una civiltà non può essere soppressa, ma è sparita alla vista, perché non è una civiltà quella che vuole distruggere le altre...
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“Quando Dio manda certe persone, come Raffaele Nogaro, non è perchè si scrivano dei libri su di loro ma perchè ci sia impossibile continuare a vivere e a pensare, come se non fossero mai venute fra noi” (Marco Campedelli).
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Care amiche e cari amici,
al centro del dibattito nell'ultima settimana, com'era prevedibile, è restato l'esito del recente referendum sulla giustizia, un voto che ha scosso le fondamenta del Governo Meloni.
Non era però prevedibile l'ampiezza delle conseguenze sulla compagine governativa, con quelle che i quotidiani hanno prontamente definito delle "pulizie di primavera", prima dentro Fratelli d'Italia e successivamente dentro Forza Italia.
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Un commento sulla lettera aperta inviata dalla professoressa Chiara Mocchi
di Guido Tallone
Care amiche e cari amici,
questa edizione della newsletter vi giunge in ritardo rispetto al tradizionale appuntamento del lunedì pomeriggio. Un ritardo che si rendeva necessario per poter riflettere in maniera più approfondita su quello che era il momento chiave della politica nazionale, ovvero il Referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.
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Care amiche e cari amici,
anche questa settimana, nostro malgrado, non possiamo che partire dalle incertezze globali; gli ultimi sette giorni delineano un quadro sempre più complesso, dove l’incapacità manifesta delle classi dirigenti si intreccia ad una preoccupante deriva "culturale".
Come evidenziato da Emanuele Davide Ruffino e Germana Zollesi assistiamo, spesso attoniti, ad una profonda inefficacia istituzionale nutrita da una "superficialità intellettuale-politica. "L'idea che il progresso consista nel capire e nel dialogare" sta diventando merce rara, così come la consapevolezza che "tutti, anche le identità cui aderiamo, per scelta o per passione, possano sbagliare". Il risultato è una vera e propria "emarginazione del pensiero critico", inteso come era stato definito da William Sumner più di 80 anni fa, ovvero come l'analisi e la valutazione di proposizioni di qualunque tipo, al fine di verificarne la corrispondenza alla realtà [...] condizione prima dello sviluppo umano, unica tutela contro l'illusione, l'inganno, la superstizione e la misconoscenza di noi stessi e del mondo a noi circostante.