15 giugno - La settimana de La Porta di Vetro

15-06-2026 - Notizie

Care amiche e cari amici,

 

l'edizione odierna della nostra newsletter parte dall’analisi delle profonde trasformazioni che stanno attraversando la politica italiana, dai posizionamenti (e riposizionamenti) dei leader e dalle imminenti riforme elettorali.

 

Partiamo, per la nostra analisi, dal panorama della destra italiana, oggi di fronte a un bivio strategico, che si consuma tutto sull'asse delle leadership personali. Come analizza accuratamente Antonio Nicolosi, il cammino di Futuro Nazionale pone Giorgia Meloni davanti a un dilemma cruciale: aggregare o, al contrario, isolare la figura divisiva del generale Roberto Vannacci?

Questa dinamica si inserisce in una tendenza più ampia del nostro sistema politico, dove i partiti cedono il passo ai movimenti personali. Seguendo la metafora cinematografica della “sporca dozzina”, invocata dallo stesso eurodeputato, Alberto Scafella mette in guardia dalla solita, strisciante, tentazione italiana dell'uomo solo al comando, lontana dalle esigenze reali delle nostre democrazie.
Commentando la stessa notizia con il suo solito stile, l’Indiscreto Controcorrente va oltre, ricordando come Vannacci si rivolga agli “istinti primordiali che albergano nell'essere umano, magari in sonno, ma che se risvegliati al momento giusto sono impareggiabili per realizzare il fanatismo che avvelena la mente”. 

 

Uno scenario allarmante, insomma, anche se come spesso accade farsa e tragedia si sovrappongono nella parabola del Generale. Ma questa spinta verso la centralizzazione del potere trova una sponda pericolosa nelle riforme istituzionali in discussione. Nell'editoriale domenicale firmato da Giancarlo Rapetti, viene lanciato un forte grido d'allarme sulla nuova legge elettorale in discussione, strettamente legata al progetto del premierato. Rapetti parla apertamente di un rischioso "ritorno al capo tribù", una deriva che rischia di svuotare ulteriormente il ruolo del Parlamento e, di conseguenza la nostra democrazia.

 

 

Ma in tutto questo, mentre la politica si concentra sulle regole del potere e sulle geometrie dei leader, la crisi dello Stato (di benessere) e dei servizi essenziali per i cittadini mostrano crepe sempre drammatiche.
A livello nazionale, abbiamo assistito a quello che Rosanna Caraci definisce senza mezzi termini il naufragio della "riforma Schillaci". Il fulcro della nuova sanità territoriale, ovvero le Case di Comunità, rischia di rimanere una gigantesca scatola vuota senza un piano straordinario di assunzioni, rischiando di aver creato vere cattedrali nel deserto, incapaci di alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso e di offrire una vera assistenza di prossimità.

Se lo scenario nazionale è critico, le declinazioni regionali non fanno che amplificare il dramma. In Piemonte, la situazione finanziaria e gestionale ha raggiunto livelli di guardia. Un'analisi approfondita di Anna Paschero evidenzia come il buco della sanità regionale sia ormai diventato una "malattia endemica" che la giunta guidata da Alberto Cirio non riesce a curare. I disavanzi di bilancio condizionano pesantemente la qualità dei servizi, traducendosi in liste d'attesa infinite e nella carenza cronica di personale sul territorio.

All'interno di questa crisi strutturale piemontese, emerge una vera e propria emergenza nell'emergenza, denunciata con forza da Andrea Ciattaglia: il dramma dei malati non autosufficienti. La mancanza di posti letto nelle strutture convenzionate e l'insufficienza dell'assistenza domiciliare rappresentano il simbolo più doloroso di una sanità pubblica che sembra aver smarrito la propria missione universalistica.
Il tema della non autosufficienza si lega a doppio filo con un'altra grande questione sociale ed economica: le pari opportunità nel mondo del lavoro. Ne ha scritto per noi Luisella Fassino, invitando a superare la norma astratta e puramente statistica del gender pay gap, portando alla luce il "valore invisibile della cura", perché il dato retributivo è riduttivo, considerando la quantità di lavoro che continua a gravare quasi unicamente solo sulle donne, a causa della carenza di servizi pubblici e sanitari sul territorio.

 

Prima di lasciare spazio ai consigli culturali, non possiamo non citare l’ultimo dei nostri “taccuini mediorientali”, sperando davvero che dall’incertezza di queste ore esca uno "strano accordo", nel quale i reali obiettivi strategici e nucleari rimangono parzialmente coperti dalle rispettive propagande di regime, ma che comunque sarebbe un leggero passo in avanti.

 

Vi salutiamo suggerendo due titoli dalla nostra biblioteca: il primo è “Riservato”, racconto-testimonianza di Diego Simioli sulla storia della vigilanza del Pci di Torino, di cui ha scritto per noi Marco Travaglini.
Il secondo testo è "Radici"- Dialogo sulla tradizione e il destino dell'Italia", opera di Marcello Croce e Ferrante De Benedictis, un dialogo nel quale si confrontano due uomini della Destra storica, appartenenti a due generazioni diverse.

L’ultimo suggerimento della settimana è legato a due mostre, Nonsolonebbia, promossa dall’editore Falsopiano, che raccoglie numerose immagini inserite nel libro omonimo scritto da Alberto Ballerino - e La grande lirica, manifesti dell’illustratore Riccardo Guasco, che rimarranno gratuitamente aperte al pubblico fino al 5 luglio (orario visite: sabato e domenica, ore 15 – 19) a Palazzo Cuttica di Cassine, ad Alessandria. Entrambe le mostre rientrano nel progetto “Alessandria ritrova il suo teatro” promosso dalla Porta di Vetro, in collaborazione con la città di Alessandria, l’Università del Piemonte Orientale, l’azienda multiservizi Costruire Insieme e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

 

Buona lettura e alla prossima settimana.