13 LUGLIO- La settimana de LA PORTA DI VETRO

13-07-2026 - Notizie

Care amiche e cari amici,

 

Questa settimana, scegliamo di iniziare il nostro racconto con l’Editoriale della Domenica di Marcello Croce, dedicato all'evoluzione delle guerre contemporanee; se il diritto internazionale ci aveva abituato a credere che esistessero delle regole anche per quanto riguarda i conflitti armati, la realtà che osserviamo quotidianamente ci conferma che, oggi, la guerra è indefinitamente illimitata e priva di regole, fatta eccezione della distinzione fra ciò che è utile e ciò che è dannoso.

 

Gli eventi di cronaca lo confermano: nel “Taccuino Mediorientale” abbiamo dato conto della ripresa delle ostilità tra Usa e Iran, con un Trump che si dice "fiducioso" sulla via della pace nonostante i fatti la smentiscano nell'immediato. Sullo stesso fronte, Alberto Scafella analizza la propaganda degli ayatollah, che in parte si nutre anche di questa assenza di regole, ma soprattutto dell'illusione occidentale dei cosiddetti "regime change”, con l’autore che ci ricorda come le dittature “sfruttano i bombardamenti per raccontarsi come vittime, trasformano ogni esplosione in un comizio patriottico, ogni critica in tradimento, ogni dissidente in una presunta quinta colonna del nemico”.

 

Ma soprattutto, quando anche le democrazie abdicano al loro ruolo di guida - a volte puramente retorica, persino ipocrita - violando quotidianamente anche le regole più basilari, è difficile mostrare al mondo un’alternativa.  

 

Sullo sfondo della cronaca di guerra, si aggiunge poi il resoconto di  Michele Corrado, che fa il punto sull'ultimo vertice Nato, tra vendita di F-35, nuova centralità della Turchia e le consuete frizioni di Trump con gli alleati... il risultato è un'Alleanza Atlantica - che comunque non ha mai goduto di ottima salute - sempre più fragile e delegittimata dal "ritorno" del presidente americano.

 

Di fronte a questo presente, è difficile non lasciare spazio all’amarezza ricordando gli episodi della Resistenza italiana, con Enrico Pagano che ha raccontato - assime eagli articoli di Antonio Nicolosi, Daniele Nardelli e Nicolò D'Oria - la Strage di Alagna e con Marco Travaglini che ci ha ricordato la storia di Ubaldo Cavallasca, meglio noto come Cucciolo, in Val Grande.  

Un’amarezza che non può che diventare allarme se diamo credito alle parole della Presidente del Consiglio, che nel suo tentativo di conquista del Quirinale sembra suggerire che sia giunto il tempo di rivincita per “gli sconfitti del 25 Aprile”.
Eppure, come suggerisce Giancarlo Rapetti, se questo è il “Governo del non fare, propaganda a parte, la conquista del colle più alto non sarebbe finalizzata a chissà quale obiettivo, ma solo a segnare un’altra tacca, l’unica che ancora manca”.

Ma a proposito del “non fare”, sul piano più strettamente economico-sociale, Rocco Artifoni firma "La cecità degli italiani", un'analisi che mette a confronto la crescita del patrimonio privato con l'aumento parallelo del debito pubblico — un paradosso che compone un ritratto inquietante di un Paese ricco nei numeri aggregati ma sempre più fragile.

 

Di fronte a questi scenari, allarmanti e allarmati, scegliamo di concludere questa newsletter con le parole di Maria Teresa Fenoglio, che riflettendo su due recenti discorsi dei coniugi Obama parla di una politica del "noi" da opporre a quella del disprezzo diffusa da Trump.
Se “la democrazia è una fragile ecologia dei rapporti umani”, “i nemici dell’ordine democratico sono anche l’isolamento, il bombardamento permanente delle indignazioni digitali, la confusione tra realtà e finzione, la riduzione dell’altro a caricatura, la perdita degli spazi pubblici e la convinzione che ogni persona diversa da noi rappresenti una minaccia”.

Si apre così una sfida, difficile: “ricostruire il conflitto senza odio, l’appartenenza senza esclusione, la radicalità senza disumanizzazione, tornando a pronunciare un “noi” che non sia rifugio identitario e parola rivolta contro qualcuno, ma come nome sempre provvisorio di un mondo comune”.

 

Un programma complesso, ma anche una visione ambiziosa per il futuro, come antidoto ad un mondo in cui le regole sembrano crollate.

 

Grazie per l’attenzione,
Buone letture e alla prossima settimana!