20 LUGLIO- La settimana de LA PORTA DI VETRO

22-07-2026 - Notizie

Care amiche e cari amici,

 

la settimana appena trascorsa ci ha mostrato un Paese a tratti paradossale, che si rifugia più volentieri nell'emotività di un caso giudiziario che nella fatica di discutere di istituzioni, gestione della sicurezza e violenza.

Una settimana che si è aperta in farsa - il dibattito sulla legge elettorale, farsesco non per la serietà dei temi trattati ma per il modo in cui si è svolto - e si è conclusa in tragedia, con l'ennesima morte durante un'intervento di pubblica sicurezza.

 

Ma procediamo per ordine, partendo dalla bocciatura, 188 a 187, dell'emendamento sulle preferenze alla legge elettorale. Molto ci sarebbe da dire sia entrando nel merito della proposta che sul malcostume di cambiare le leggi elettorali in prossimità del voto, sondaggi alla mano, nel tentativo di garantire a questa o quella maggioranza un vantaggio competitivo. Ci limitiamo, in tal senso, a riportare le parole di Giancarlo Rapetti, che rievoca la "legge truffa" di De Gasperi del 1953 e, citando Bettino Craxi, ricorda i numerosi tentativi di "dare la maggioranza a chi non ce l'ha".

 

Ma l'eco della sconfitta del Governo alla Camera, che in altri momenti e fasi storiche avrebbe dato il via ad una crisi di Governo, è durata ben poco; i partiti di destra, forse nel tentativo di distogliere l'attenzione dai dissidi interni alla loro coalizione, o più semplicemente per spietato calcolo elettorale, hanno trovato nella cronaca giudiziaria un argomento per indirizzare il dibattito pubblico verso altri lidi. 

 

E se è vero, come scrivevano McCombs e Shaw, che il vero potere dei mass media (e della politica) non risiede tanto nel dire alle persone "cosa pensare", ma "a cosa pensare", allora la celebre vicenda dell'orefice di Grinzane Cavour è un esempio di distrazione di massa veramente da manuale. 

L'uomo, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori, ha fornito alla destra l'occasione perfetta per tornare a mostrare il suo volto più deciso, la vera cifra distintiva che in questi anni è sembrata premiare elettoralmente, ad ogni latitudine, di fronte ad un'opinione pubblica che brama "uomini forti", pronti ad agire con durezza, costi quel che costi.  

 

Nell'Editoriale della Domenica, Guido Tallone avverte che la vicenda rischia di "sfuggirci di mano", mentre si forma un tribunale popolare diviso tra chi difende il verdetto e chi lo contesta; toni più duri li usa Menandro, segnalando l'allarmante ipotesi, circolata in questi giorni, di candidare al Parlamento un condannato per duplice omicidio.

 

Sul fronte politico interviene due volte Indiscreto controcorrente che parla apertamente di una "lapidazione dei giudici" e concentrandosi sull'iniziativa del ministro Carlo Nordio sulla richiesta di grazia, prerogativa del Presidente della Repubblica, un modo per "eliminare dal vocabolario la parola limite".

 

E proprio sul piano più strettamente giuridico e istituzionale si muove Maria Luisa Coppo ricondandoci come la domanda di grazia possa essere presentata solo dal condannato, dai familiari o dal suo avvocato — non da parlamentari o dai social — rendendo le raccolte firme promosse da esponenti di destra un'iniziativa priva di valore legale e potenzialmente "di sapore eversivo" nei confronti del Quirinale.

 

La vicenda - farsesca, in linea con i tempi - preoccupa soprattutto a livello culturale, complici una certa normalizzazione della violenza "fai da te" e la mitizzazione di presunti giustizieri, dal caso di San Benedetto del Tronto - dove un cittadino iraqueno è stato aggredito per la strada - a quello del gioielliere, per l'appunto.

 

Una normalizzazione che emerge anche dai commenti "social" alla drammatica notizia di cronaca della morte di Abderrahim Fakir, 43 anni, di origine marocchina, deceduto dopo l'intervento di una volante della polizia nel quartiere Pilastro di Bologna. con le immagini che lo mostrano immobilizzato a terra, con gli agenti accovacciati sulla sua schiena".

 

Vice accosta la drammatica vicenda bolognese con quella di Andrea Soldi, morto a Torino nel 2015 durante un trattamento sanitario obbligatorio, ma anche a quella di Stefano Cucchi, notando come ancora una volta sia una sorella — proprio come già accaduto per Soldi e per Ilaria Cucchi — a chiedere giustizia in lacrime davanti alle telecamere.

 

Un episodio che incrina, inevitabilmente, il rapporto tra cittadini, forza pubblica e Stato. Ed è quantomeno macabra la coincidenza che colloca questa tragedia il 19 luglio, mentre Genova ricorda i 25 anni dal G8 del 2001, quando le cariche delle forze dell'ordine, di cui si era già avuto sentore a Napoli il 17 marzo dello stesso anno, durante il Global Forum OCSE, insieme con le violenze dei black bloc segnarono una delle pagine più nere e angoscianti della storia repubblicana recente.

 

Nel fotoreportage "Genova, 25 anni dopo: la memoria in corteo" si racconta come il corteo nazionale, sfilato dietro lo striscione "Nessun rimorso", abbia attraversato piazza Alimonda — dove fu ucciso il ventitreenne Carlo Giuliani — e la scuola Diaz, teatro delle violenze subite dai manifestanti; Maria Teresa Fenoglio, racconta la ricerca di un futuro per il "movimento" e l'assemblea "No Kings" a Palazzo Ducale, in bilico tra rievocazione e slancio verso il futuro, Vito Rosiello annota con precisione certosina come molti dei temi sollevati dai cosiddetti "no global" di allora siano attualissimi - e senza risposta - ancora oggi.

 

E allora è lecito - o forse persino doveroso - chiedersi fino a quando la politica continuerà a soffiare sulle braci ardenti delle contraddizioni delle nostre società, alimentando la polarizzazione per puro tornaconto elettorale, oppure quando finalmente si deciderà ad affrontare seriamente i nodi irrisolti, le ferite, adempiendo al suo ruolo fondamentale, ovvero governare - nel senso più nobile del termine - per produrre società più giuste... ricordandosi che sarebbe meglio farlo prima che divampi l'incendio, del quale non potremo avere il controllo. 

 

Grazie per l’attenzione,
Buone letture e alla prossima settimana!

 

 

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