50 IMMIGRATI A MUZZANO. PERCHE’ NO?

23-07-2026 - Notizie

Da qualche settimana leggo sui giornali locali che i politici della Lega polemizzano con la Prefettura e da ultimo con il Consiglio di Stato per la decisione di aprire un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) per 50 immigrati a Muzzano, nella struttura dei Salesiani, da tempo data in affitto con riscatto ad una Associazione. La storia si ripete. Ma non è vero che 15 anni fa  i 50 ragazzi stranieri, sempre ospitati dai Salesiani, sono scappati facendo perdere le loro tracce. Per amore di verità quelle 50 persone richiedenti asilo sono state accolte da alcune famiglie e in alcune Comunità grazie al progetto “Accoglienza Diffusa” messo in piedi dalla Caritas Diocesana. Io c’ero e ho messo a disposizione la casa parrocchiale di San Martino in Quaregna ove ancora attualmente  vivono13 stranieri, la cui presenza non ha mai recato alcun disturbo in paese. Dal 2011 c’è stato un ricambio continuo e lavorano regolarmente, hanno messo su casa e famiglia.  Ognuno con una propria storia, i propri drammi, il proprio  vissuto, che andrebbe ascoltato e conosciuto da vicino.                                                                                                                   Mi duole ricordare di quegli anni le scomposte reazioni a Netro e aggressioni verbali nei confronti di don Luigi Pedrazzo, così pure degli abitanti di Castellengo e di Pettinengo tanto per citarne alcune, paure che  si sono spente non appena  la gente si è resa conto che si trattava di ragazzi rispettosi, laboriosi  che si spostavano (come ora) in bicicletta per chilometri e chilometri. Fatiche che nessuno dei nostri giovani farebbe. Basterebbe incontrarli e conoscerli prima di giudicare e di alimentare preoccupazioni e sgomento negli abitanti della ridente Valle Elvo, che conta circa 21.000 abitanti distribuiti in 15 Comuni e in altrettante Parrocchie, in due Monasteri e un Santuario. La Spiritualità dei veri Salesiani e di don Bosco, di cui si fa cenno negli articoli dei giornali, è fatta di accoglienza dei ragazzi più emarginati, più poveri, con meno mezzi e magari con dei reati alle spalle.  

Nonostante il dilagare di narrazioni con linguaggi quasi rancorosi e sprezzanti, resto fiducioso vedendo tanta umanità crescere  e diffondersi qua e là. E con un invito a umanizzare le nostre comunità evitando di  respingere coloro che, a causa di uno sguardo superficiale, riteniamo pericolosi e non degni della nostra attenzione, auguro agli Amministatori e agli abitanti della Valle Elvo una rigenerante estate.

                                                                                               

                                                                                                Mario Marchiori, prete