ide Ruffino riflette sulle scelte di politica monetaria delle banche centrali, sostenendo che nessun modello — nemmeno quelli assistiti dall'intelligenza artificiale — può davvero prevedere il comportamento di milioni di attori economici, avvertendo che delegare alle banche centrali decisioni che sono "essenzialmente politiche" — come quelle sul costo dell'energia, in un contesto reso instabile dalla crisi degli stretti di Hormuz e di Bab el-Mandeb — è un modo per la politica di evitare le proprie responsabilità.
Proprio il tema del capitale globale è al centro dell'analisi di Stefano Rossi, che parla apertamente di una "guerra mondiale per i capitali", mettendo in luce il paradosso europeo: pur disponendo di oltre 10.000 miliardi di euro in depositi bancari, il continente ne esporta ogni anno oltre 300 verso i mercati americani, più profondi e integrati. La sua conclusione richiama esplicitamente Jean Monnet: se la CECA impedì le guerre tra Stati europei, oggi la sfida è completare un mercato dei capitali unico per evitare la disgregazione interna dell'Unione.
E, a proposito di "vuoti", sul lato internazionale Alberto Scafella firma testo e vignetta su quello che definisce il paradosso della strategia occidentale in Medio Oriente: mentre si interviene attivamente su Iran, Libano e Gaza, di fronte agli Houthi che minacciano una delle arterie commerciali più importanti del pianeta, l'Occidente si limita a una difesa passiva delle navi mercantili, incapace di agire.
Ma questa è stata anche la settimana di due importanti anniversari: rispettivamente il 25° e il 53° di due "11 settembre" diversi — quello di New York nel 2001 e quello di Santiago del Cile nel 1973.
Maria Teresa Fenoglio firma un contributo sul giorno dopo l'attacco alle Torri Gemelle, interrogandosi su come si ricostruisca il senso di sicurezza collettiva di una città colpita, mentre Vice ricostruisce il golpe cileno del 1973 e la morte del presidente Salvador Allende.
Un ulteriore vuoto, poi, è quello che lascia Emma Bonino, ricordata dal presidente di Europa Radicale Igor Boni, ricostruendo alcune delle battaglie della leader radicale scomparsa, insistendo sul fatto che il modo migliore per onorarne la memoria non sia la commemorazione, ma "prendere un testimone e tenerlo ben saldo".
E a proposito di impegno sociale, ricordando anche la campagna Ero Straniero, non possiamo non menzionare qui l'articolo di Paola Merlo, che racconta la chiusura del "Rifugio Fraternità Massi" di Oulx, in Alta Val di Susa, una struttura che in otto anni ha accolto 150mila migranti diretti verso la Francia. È sempre più evidente che in Valle di Susa la chiusura del Rifugio renderà ancor più incerta la vita - e le possibilità di sopravvivenza - dei migranti che decideranno di passare per questa valle nei prossimi mesi. E, anche in questo caso, è facile prevedere altri vuoti - nelle biografie di intere famiglie - ma anche nella risposta morale di un paese e un continente di fronte a chi in Europa arriva alla ricerca di un futuro migliore.
Buona lettura, e buon inizio settimana.
A lunedì prossimo