2 novembre - La settimana de LA PORTA DI VETR

02-11-2026 - Notizie

Care amiche e cari amici,

 

 

ripercorrendo alcuni dei temi principali di quest’ultima settimana, possiamo partire dal quadro economico che emerge dalla Settimana Finanziaria di Stefano E. Rossi: quello di un Paese che rallenta senza che nessuno sembri accorgersene. L’inflazione è salita al 5,4% annuo, contro il 4,2% di agosto. Il Pil del terzo trimestre è fermo e la disoccupazione è risalita al 6,3%. Le retribuzioni crescono del 2,5%, meno della metà del caro vita.

Rossi parla di un’Italia “sull’orlo del precipizio… in silenzio” e lancia un avvertimento senza giri di parole: “Il tempo è scaduto”. E se vi sono dubbi, si legga la prima pagina di oggi del Sole-24 ore sulla percezione dell'inflazione, al 13,3%.

 

Il caso che meglio incarna questa urgenza è quello dell’ex Ilva. Alberto Ballerino dà voce a chi quella crisi la vive sul territorio, e che dovrà affrontare le conseguenze della chiusura dell’area a caldo di Taranto. A Novi, dove lavorano 515 persone, le scorte basteranno fino a fine novembre, poi scatterà la cassa integrazione. Il sindaco Rocchino Mulliere chiede risposte concrete: «occorrono fatti e serve un intervento dello Stato». Il segretario provinciale della Fiom-Cgil Maurizio Cantello guarda più avanti. Chiede un piano industriale a prescindere da chi rileverà il gruppo, con decarbonizzazione e bonifica a Taranto, e sostiene che lo Stato debba entrare affiancando un privato.

 

È dentro questa cornice che va letto l’intervento di Savino Pezzotta sulla Legge di Bilancio, a suo dire “priva di una vera idea di sviluppo e che porta con sé una visione sociale regressiva”. Il simbolo di quella visione è la flat tax, una negazione del principio di progressività sancito dall’articolo 53 della Costituzione.

Da qui la richiesta alle opposizioni di scrivere l’abolizione nei programmi elettorali, subito e senza ambiguità: «Non va corretta. Va cancellata». Se i salari perdono terreno, le fabbriche si spengono e il fisco premia chi è già più forte, il patto sociale si incrina, e con esso la fiducia nelle istituzioni.

 

Una fiducia messa alla prova anche nelle piazze. Abbiamo ripreso la lettera con cui i genitori di alcuni studenti del liceo romano Pilo Albertelli hanno denunciato presunte violenze della polizia dopo i cortei di sabato 24 ottobre. Il giudizio è netto: si starebbe imponendo l’«equazione partecipazione=violenza», con ricadute sulla qualità della democrazia.

Qualità della democrazia messa in crisi dai tentativi non solo revisionisti, ma negazionisti, evidenziati dall’Indiscreto Controcorrente, dando notizia della querela del Presidente del Senato Ignazio La Russa contro la storica e conduttrice televisiva Michela Ponzani, accusata di aver ricostruito in modo scorretto il «giovedì nero» del 12 aprile 1973 a Milano, quando l’agente Antonio Marino, 23 anni, fu ucciso da una bomba a mano.

Abbiamo ricostruito il contesto: un comizio missino vietato dal prefetto, gli scontri, le condanne di Vittorio Loi e Maurizio Murelli, la Strategia della Tensione. Il paradosso è che la disputa sta riportando alla luce un passato che di solito emerge solo nelle commemorazioni ufficiali.

 

Reazione dello Stato alla protesta e tentativo di riscrivere la storia, provando a silenziare attraverso querele chi prova a ricordare gli eventi, sono due facce della stessa domanda: quanto spazio ha oggi il dissenso quando toccano chi ricopre un ruolo istituzionale?

La questione è “morale e politica”.

E’ in questo solco che diventa particolarmente prezioso il racconto di Luisella Fassino, a dieci anni dalla morte di Tina Anselmi. Un contributo che, attraverso la biografia di Anselmi, ci ricorda come le conquiste di giustizia e di diritti non siano mai acquisite una volta per tutte, ma vanno conosciute, presidiate, esercitate e difese ogni giorno.

Un dovere per i cittadini, ricordando la massima di Anselmi secondo cui “per cambiare il mondo bisognava esserci”; un monito ancora più importante per chi governa il paese, o si candida a farlo, ed è chiamato a rispondere alla complessità e affrontare i problemi sociali. Perché, come scrivevamo in apertura, il tempo è scaduto.

 

Prima di salutarvi, approfittiamo dell'occasione di questa newsletter per ricordarvi il prossimo appuntamento con il ciclo di incontro sull'Intelligenza Artificiale.

Lunedì 9 novembre alle 17.15 - presso gli spazi di Social Fare (Via Maria Vittoria 38) - parleremo dell’influenza dell’AI sui sistemi sociali, la comunicazione e le reti sociali con Caterina Mele (Politecnico di Torino), intervistata da Michele Ruggiero.

 

 

Buone letture e a presto

La Porta di Vetro

 

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