
Ercole Ongaro
Il tempo in cui è nata l’associazione di solidarietà internazionale Rete “Radié Resch” (nome di una bambina palestinese morta di polmonite in una grotta) era un tempo di speranza per la Chiesa e per il mondo….

Ercole Ongaro
Il tempo in cui è nata l’associazione di solidarietà internazionale Rete “Radié Resch” (nome di una bambina palestinese morta di polmonite in una grotta) era un tempo di speranza per la Chiesa e per il mondo….

Care amiche e cari amici,
questo appuntamento con la nostra newsletter “di ponte”, alla vigilia delle celebrazioni della Festa della Repubblica, non può che cominciare proprio dagli 80 anni da quel voto che, come ha ricordato in queste ore il Presidente Mattarella, pose le basi per un patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da un’intensa sete di pace"
Un patto civile del quale furono protagoniste, finalmente, anche le donne. Ma proprio per questo, oggi è doveroso partire dalla constatazione di Luisella Fassino, che ci ricorda come anche a distanza di 80 anni il divario tra uguaglianza giuridica e uguaglianza sostanziale continua a rappresentare una delle principali sfide delle società contemporanee.
E tuttavia, mentre ci piacerebbe discutere di come la democrazia dovrebbe estendere diritti e partecipazione, i cittadini sempre più spesso si trovano stretti nella morsa di un sentimento opposto: l’insicurezza.

Cari amici,
l’altro luogo della Terra dove si rischiò una corruzione gravissima della convivenza umana, e che invece si risolse in un magnifico arricchimento dell’umanità nella sua avventura terrena, fu nella pianura del Sennaar, in Mesopotamia, quando quelli che vi si erano stabiliti, immigrati dall’Oriente, dissero: “facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco, servendoci del mattone come di pietra e del bitume come di malta, e costruiamoci una città e una torre la cui cima tocchi il cielo”. E man mano che la costruzione saliva, se un operaio cadeva dall’alto e moriva, nessuno se ne preoccupava, ma se si rompeva un mattone facendo ristagnare i lavori, tutti facevano un grande pianto per la perdita di ricchezza e si continuava a costruire con dolore. Allora il Signore scese a guardare la città e vide che questa non era una cosa buona, e confuse le lingue e sparse gli uomini su tutta la Terra, così che ne venne un grandissimo bene perché con le lingue si moltiplicarono le culture le tradizioni e le storie, e tutta la Terra fu colonizzata e abitata mostrando la sua varietà e magnificenza. E questo si chiamò Babele...

Valerio Gigante Adista 9/2015
La lettera l’aveva scritta circa due anni fa. Ma non avendo ad oggi ricevuto alcuna risposta, ha pensato di renderla pubblica, per il tramite della nostra testata, con l’obiettivo di rilanciarne i contenuti presso l’opinione pubblica laica e cattolica, oggi in particolare sintonia con il clima di dialogo e pluralismo che sembra caratterizzare l’attuale fase ecclesiale. Lui è Ortensio Da Spinetoli, classe 1925, prete cappuccino dal 1949, uno dei “grandi vecchi” della teologia conciliare e progressista...

Care amiche e cari amici,
la settimana appena trascorsa, caratterizzata soprattutto dalle drammatiche notizie di cronaca nera del nostro paese, è stata invece relativamente "tranquilla" per quanto riguarda la scenario politico nazionale e internazionale.
Una eccezione, di questi tempi, che accogliamo con piacevole sorpresa, anche se appare difficile applicare la saggezza popolare del "niente nuove, buone nuove" all'attuale contesto.
Mentre il ciclo degli eventi e delle notizie sembra aver rallentato il suo corso isterico almeno per sette giorni, abbiamo colto l'occasione per ospitare su La Porta di Vetro riflessioni più generali sullo stato di salute, locale e globale, del nostro presente.

Care amiche e cari amici,
il nostro racconto della settimana questa volta si concentra sulla situazione economica e politica del nostro paese, alla luce dei “grandi annunci della politica”, a cui sempre più spesso corrispondono buchi neri dei bilanci, e che rischiano di acuire quel senso di rassegnazione che sembra aver avvolto la nostra coscienza collettiva.
Il punto di partenza è quella che Gian Paolo Masone definisce la "dura realtà dei conti". Esiste un fenomeno che l'autore chiama "effetto annuncio": una strategia di comunicazione politica che punta a suscitare entusiasmo per eventi non ancora realizzati, ma che si scontra brutalmente con i dati ISTAT...

Auguri alle madri palestinesi, donne di una forza antica e immensa, che scavano tra le macerie a mani nude cercando i propri figli, con il cuore spezzato e la schiena dritta, mentre la vita continua anche dove tutto parla di morte...

TEOLOGIA DAI MARGINI
UN INCONTRO TRASFORMATIVO
DELLA TRADIZIONE
Paolo Cugini
L’emergere della “Teologia dai margini”, che include la teologia della liberazione, la teologia femminista, quella post-coloniale e le teologie indigene, ha sfidato il monopolio accademico. Questa intersezione non è un semplice confronto, ma un dialogo critico che arricchisce l'intero corpo della riflessione cristiana…

INVECE DEGLI IDOLI
Cari amici,
ci siamo lasciati nell’ultima newsletter con la tesi che ci giunge dal Novecento, secondo cui oggi le sole forze umane non bastano a scongiurare il peggio, e che “solo un Dio ci può salvare”: ciò non vuol dire che debba avvenire in virtù di un evento straordinario, di un “Deus ex machina” che irrompa dall’alto, bensì grazie a una rinnovata cooperazione tra Dio e l’uomo. |

Care amiche e cari amici,
In questo ultimo scorcio del mese, mentre nelle piazze e nelle strade festeggiavamo l’81esimo anniversario della liberazione dal nazifacismo, la Porta di Vetro ospitava una serie di riflessioni sul senso profondo del 25 aprile, inteso non solo come ricorrenza fondativa della nostro paese ma come banco di prova per la coscienza civile contemporanea...



Il panorama internazionale continua ad essere un mosaico frammentato, dove la tenuta delle istituzioni democratiche sembra vacillare sotto il peso di una "guerra mondiale a pezzi", con una pericolosa sovrapposizione tra bellicismo, violenza che agita la società e crisi dei sistemi civili.
La domanda chiave rimane sempre la stessa: come si salva la democrazia mentre lo stato di diritto sembra “alle corde"?