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Siamo sempre migrati, siamo figli della terra

Siamo sempre migrati, siamo figli della terra di Viviana Galeb Adriazola

Nell’antichità, all’età della pietra, gli esseri umani avevano bisogno di spostarsi da un luogo all’altro secondo la stagione per portare i loro greggi in cerca di pascoli freschi e acqua. La transumanza era diffusa a quei tempi. Non c’erano confini, né Stati, né regni, quindi spostarsi era naturale e non veniva penalizzato.
Storicamente, la transumanza è stata una parte importante dell’economia e della cultura di molte regioni del mondo, soprattutto in quelle aree in cui l’agricoltura non era praticabile tutto l’anno a causa di condizioni climatiche estreme o di limitazioni del territorio. La transumanza non riguardava solo lo spostamento degli animali, ma aveva anche implicazioni culturali, sociali e ambientali.
C’era uno scambio di costumi, conoscenze e lingue. Influenzava la formazione di identità regionali e la conservazione di conoscenze tradizionali sulla gestione del bestiame e dell’ambiente.
Non esiste un essere umano puro...
 

Le formule magiche del razzismo istituzionale...

Le formule magiche del razzismo istituzionale : paesi terzi e paesi di origine “sicuri”   di Fulvio Vassallo Paleologo 23 maggio 2024

1. La cancellazione sostanziale del diritto di asilo, previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (art.18) e dalla Costituzione italiana (art.10), costituisce una delle manifestazioni più evidenti del razzismo istituzionale che ormai pervade le politiche migratorie europee ed italiane, sotto la spinta di partiti populisti apertamente xenofobi che hanno incassato una serie di successi elettorali investendo sulla paura e sulla disgregazione sociale alimentate dalle crisi sanitarie, e più recentemente dall’economia di guerra...

22 maggio: in ricordo di don Andrea Gallo

 22 maggio 2024: undicesimo anniversario della morte di don Andrea Gallo

Il 22 maggio 2013 moriva don Andrea Gallo. Prete che ha osato fare scelte di campo, quello dei più poveri ed emarginati che, nella Comunità San Benedetto al Porto di Genova, trovavano sempre ascolto e accoglienza. Una vita impastata di Vangelo e di umanità, senza paura di sporcarsi e mani, don Andrea aveva contro i suoi Cardinali che gli contestavano i suoi contenuti perché “non erano religiosi, ma politici, non cristiani, ma comunisti”.  Coi fatti e con il Vangelo si è sempre difeso e per tutta la sua vita continuò a schierarsi  insieme al popolo, ai poveri, agli emarginati, incontrando anche prostitute, barboni, tossici: vite perdute che, per il suo grande amico Fabrizio De André, erano anime salve. Nostro ospite in presenza a “Una Chiesa a più voci” per ben due volte, ri-sentiamo ancora la sua voce rauca e con gratitudine lo ricordiamo nell’undicesimo anniversario del compimento della sua vita terrena. Ma don Andrea non muore mai!

 

LE ATTESE DL SINODO di Severino Dianich

Lungo il Cammino sinodale si sono raccolti interrogativi, questioni, esigenze di riforma della Chiesa, che hanno suscitato molte attese, oggi puntate sulla seconda sessione del Sinodo e sulle decisioni che il Papa prenderà in seguito. Le aspettative sono molte, troppe perché alcune non restino deluse. Ma se quelle più pertinenti al tema del Sinodo, cioè alla promozione della sinodalità, non ricevessero una risposta, si farebbe un passo indietro invece che in avanti. Molto rumore per nulla?
 

*in “Vita Pastorale” del maggio 2024

 

Gaza. Il silenzio di Dio e la morte degli innocenti

di Leonardo Boff

 

 

in “Adista”- Segni Nuovi – del 11 maggio 2024

Viviamo a livello globale in un mondo tragico, pieno di insicurezze, minacce e domande per le quali non abbiamo risposte che ci soddisfino. Nessuno può dirci dove stiamo andando: verso il prolungamento dell’attuale modo di abitare la Terra, devastandola in nome di un maggiore arricchimento per pochi? Oppure cambieremo rotta? Nel primo caso, sicuramente la Terra non resisterà alla voracità dei consumisti (ora ci serve una Terra e mezza per soddisfare gli attuali livelli di consumo dei paesi ricchi) e dovremo affrontare crisi e ancora crisi, come il Coronavirus e il riscaldamento globale, già inarrestabile (rilasciamo nell’atmosfera 40 miliardi di tonnellate di gas serra all’anno). È possibile che non si possa più tornare indietro e che ci troveremo di fronte al peggio...

IL SEGNO PROFETICO DEL PAPA SULL’IA

IL SEGNO PROFETICO DEL PAPA SULL’IA  di Enzo Bianchi   29 aprile 2024

 

Nella mia lunga e intensa vita ecclesiale ho ascoltato più volte la giustificazione “a fin di bene” per azioni o comportamenti tenuti da ecclesiastici. Sì, nella chiesa si agisce sovente così anche per operazioni non sempre obbedienti alla prudenza, al discernimento, alla giustizia e soprattutto al Vangelo. Questo è stato un costume in voga nella chiesa: a fin di bene si taceva di fronte all’ingiustizia, a fin di bene si faceva silenzio sul genocidio nazista, a fin di bene si permetteva la persecuzione dei cristiani ottenendo però l’accordo con il governo, a fin di bene si violavano le stesse leggi ecclesiastiche. Sovente quelli che appaiono grandi scandali sui giornali sono in realtà piccole furbizie, piaceri e doni fatti agli amici. Di vera corruzione non ci sono casi se non rarissimi...

OBIETTORI TESTIMONI DELLA NECESSITA’ DELLA RIVOLUZIONE DISAMISTA

LA LEGA PER IL DISARMO UNILATERALE: OBIETTORI TESTIMONI DELLA NECESSITA’ DELLA RIVOLUZIONE DISAMISTA

Di Alfonso Navarra (segretario in carica, aprile 2024. Per contatti: coordinamento disarmisti@gmail.com)

“Finora le rivoluzioni, che sono avvenute nella storia antica e moderna, sono fallite: né la rivoluzione cristiana, né la Rivoluzione francese, né la Rivoluzione russa, che propugnavano la fratellanza universale o l’internazionalismo socialista, hanno realizzato il loro scopo di pace e di felicità. Ma oggi la rivoluzione disarmista – cioè, il superamento degli Stati nazionali e l’eliminazione delle frontiere e degli eserciti – è una necessità assoluta per la sopravvivenza dell’Umanità”. 
(Carlo Cassola, “La rivoluzione disarmista”, BUR, 1983).

LA SOCIETA’ DELL’ANALGESICO

Rick DuFer

Perché mai non dovremmo tutti desiderare un’anestesia eterna che ci doni l’incapacità di provare dolore, sofferenza o fatica? Considerata superficialmente, la questione pare indiscutibile: se esiste un modo per eliminare tutto ciò che mi fa soffrire, perché mai non dovrei buttarmici a capofitto? Chi la pensa così fraintende due cose fondamentali:...….Leggi tutto