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GAZA: FERMI TUTTI!

Il 22 luglio scorso è stata diffusa una dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, e del Presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz, “Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”. Ne rilanciamo il testo, perché non vogliamo abituarci e arrenderci ai soprusi, alla mancanza di rispetto delle leggi internazionali, e per non condividere l’ipocrisia – da tempo perdurante – della cosiddetta Comunità internazionale. Un rimando anche alla pagina di documentazione: Gaza. “Restiamo umani”.

L'Editoriale della domenica. Non si gestisce il proprio potere in nome di Dio

di Guido Tallone 


“Che razza di religione è quella che legittima, che giustifica e che offre un fondamento teologico a guerre, genocidi, “sospensione totale di aiuti umanitari”, stermini e progetti di annientamento di intere popolazioni perseguiti con lucidità e ferocia sempre più violenta?”  È questa la scomoda domanda che il teologo Vito Mancuso ha formulato su La Stampa del 13 luglio 2025. Una riflessione/provocazione che ha suscitato ampio e vivace dibattito anche in considerazione dell’inaccettabile tragedia che si sta consumando sotto i nostri occhi a Gaza, che non è minimamente lenita dagli aiuti che Israele oggi getta dal cielo come fosse manna, dopo il fuoco che da mesi ha riversato su civili inermi...

Decreto Flussi, la nostra lettera ai parlamentari

Il governo fissa nuove quote ma non interviene per fermare l’irregolarità che il sistema stesso produce

“Decidere di aumentare e programmare le quote d’ingresso, come questo governo sta facendo, è sicuramente un fatto positivo, ma non basta né al Paese, che ha bisogno di un sistema di ingressi per lavoro flessibile e finalmente efficace, né a lavoratori e lavoratrici, se poi non riescono a stabilirsi nel nostro paese e lavorare con tutte le tutele previste. Il meccanismo dei decreti flussi, come la campagna Ero Straniero ha ripetutamente sottolineato nei dossier annuali, continua a generare irregolarità, sfruttamento e precarietà e non si può più far finta di niente”: è quanto scrivono le organizzazioni promotrici della campagna ai parlamentari di Camera e Senato che dovranno esprimere un parere in merito al Dpcm approvato il 30 giugno 2025, in esame preliminare, relativo ai flussi migratori per il triennio 2026-2028...

La settimana de La Porta di Vetro - 21 luglio 2025

Care amiche e cari amici,

questa settimana, è doveroso aprire questa newsletter ricordando un anniversario tragico della nostra storia, attraverso le parole di Vice.
Il 19 luglio 1992, alle 16.58 “un'autobomba collocata all'interno di una Fiat 126 squarciò il silenzio con tutta la devastante potenza che rovesciano 90 chilogrammi di esplosivo Semtex-H. Paolo Borsellino con Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina volarono in aria e quando ricaddero non erano più gli stessi”. 

Un anniversario che, come abbiamo scritto e come ha ricordato Olga Giunta, responsabile dei Giovani Cgil Palermo, non deve essere solamente un momento di riflessione celebrativo della vita e soprattutto dell’azione di chi, a costo della vita, si oppose alla mafia, ma che deve “provare a incarnare quella rivoluzione culturale di cui parlava proprio Paolo Borsellino"...

Yona Roseman, obiettrice di coscienza israeliana: «Non mi arruolo in un esercito che sta commettendo un genocidio»

In Israele la leva militare è obbligatoria. Yona Roseman ha 19 anni e ad agosto «andrò in un carcere militare perché ho rifiutato di arruolarmi». Ha scelto di rendere pubblica la sua decisione ed è entrata a far parte delle rete di attivisti di Mesarvot, un'associazione che offre supporto e sostegno legale ai giovani che scelgono di non combattere. «La mia famiglia non l'ha presa bene, alcuni amici di scuola hanno tagliato i ponti con me. Spero in uno stato democratico in cui tutti abbiano uguali diritti e i rifugiati palestinesi possano tornare. Penso che prima o poi succederà»

di Anna Spena - vita.it

MAGARI FOSSE UN GENOCIDIO

Cari Amici, 


magari fosse un genocidio. Un genocidio, nel perseguire l’intenzione di distruggere un gruppo umano come tale, può anche limitarsi a colpire alcuni membri o una parte del gruppo, e forse potrebbe anche fermarsi a centomila morti; inoltre il gruppo che si vuole distruggere è pur sempre un gruppo umano, che però non si vuole continui a far parte della comune umanità...