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Non c’è pace in Terrasanta

 Non c’è pace in Terrasanta di Domenico Gallo

 

Malgrado la sua soverchiante potenza militare lo Stato d’Israele non è riuscito a garantire un solo giorno di pace ai suoi cittadini.

 La pedagogia del dolore non è la soluzione...

NEL BUIO, LA LUCE RIFLETTENDO SULLA PANDEMIA

NEL BUIO, LA LUCE
RIFLETTENDO SULLA PANDEMIA   

Fabrizio Filiberti

Si tratta di far risorgere le comunità, le istituzioni sociali e politiche. La loro assenza o debolezza si paga alla fine con il narcisistico ripiegamento, l’egoistico nazionalismo e lo sterile sovranismo dei pochi, i forti e garantiti. L’esperienza del buio vissuto magari marginalmente ci faccia guardare al buio tenebroso dei piccoli e dei poveri, sbandati e abbandonati da qualunque comunità e istituzione....

Il mio rapporto con Israele di Moni Ovadia

05 maggio 2021

 

Io non ho mai contestato e non contesto – ci mancherebbe – il diritto dello Stato di Israele di esistere e di difendere i propri confini, stabiliti dalla legalità internazionale. Quel che contesto radicalmente sono le politiche nazionaliste e reazionarie dei Governi israeliani che si sono succeduti nei decenni e le loro scelte di persecuzione del popolo palestinese, la cui dirigenza ha talora fatto scelte sbagliate ma che ha il sacrosanto diritto di esistere e di abitare nei propri territori...

 

È uno stralcio da Moni Ovadia, Un ebreo contro, 

intervista a cura di Livio Pepino (Edizioni Gruppo Abele, 2021), in libreria dal 5 maggio

  

IL DIFFICILE SINODO ITALIANO

Riunione del Consiglio permanente della CEI

IL DIFFICILE SINODO ITALIANO

Franco Ferrari

Il sasso nello stagno l’aveva gettato nel febbraio del 2019 un articolo di p. Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, intitolato “I cristiani che fanno l’Italia”. L’articolo, dedicato all’impegno sociale dei cattolici, ruotava attorno al discorso del papa a Firenze (V Convegno ecclesiale nazionale – 2015) e al tema della sinodalità per concludere con la domanda: “Che dunque stia maturando il tempo per un sinodo della Chiesa italiana?"...

ANCHE LA CHIESA IMPARI DALLE CRISI

    di Enzo Bianchi  - La Repubblica 10 maggio 2021

            Più che mai, in questo tempo della pandemia, ci si interroga sulla crisi della chiesa che si mostra sempre più evidente nel nostro paese. Avevamo subito compreso che la pandemia sarebbe diventata un’occasione di “apocalisse”, nel senso proprio del termine, cioè di “rivelazione” anche per la vita cristiana, che non poteva non esserne scossa, mutata e destabilizzata in molte sue forme, nei suoi riti e nella sua presenza nella società...

Sempre peggio per i migranti

Si avvicina la “giornata del rifugiato” ma qui si muore in mare, si costruiscono muri di filo spinato, si vive di stenti nei boschi balcanici cercando di entrare in Europa, si riempiono i campi di concentramento in nord Africa e in Europa, si stivano i naufraghi nelle navi che li salvano e si stivano poi nelle navi della quarantena, si sgomberano con la forza gli spazi dell’accoglienza...

QUEL MIRACOLO SUL TRENO

QUEL MIRACOLO SUL TRENO

Ero su un treno regionale, fermo a una stazione. Un ragazzo disabile in carrozzina, il busto piegato in avanti da un’evidente malformazione, è salito aiutato da tre persone. Lo spazio riservato ai portatori di handicap era occupato da due ingombranti valigie, il controllore ha chiesto a voce alta: “Di chi sono questi bagagli?!”. Un uomo si è alzato per spostarli, lamentandosi del fatto che nel vano apposito non ci stessero, non sapeva dove metterli. Il ragazzo, mentre la sua carrozzina veniva legata con le cinghie, non ha detto niente, negli occhi la stanchezza di chi è abituato a reazioni simili. Tornando al suo posto l’uomo si è lasciato sfuggire una frase, a bassa voce: “Perché questi non se ne stanno a casa invece di andare in giro?”. Lo abbiamo sentito in due, io e una signora anziana seduta vicino a me. Stavo per reagire duramente quando lei mi ha anticipato, si è alzata, si è piazzata davanti all’uomo e gli ha detto: “Si dovrebbe vergognare, perché non se ne sta a casa lei invece di andare in giro e costringerci a sentire le sue sciocchezze!”.

L’uomo ha assunto d’un tratto l’espressione di un bambino sgridato dalla madre. “Ha ragione”, ha detto. “Mi scusi, scusatemi tutti, sono stanchissimo e ho proprio esagerato”. Poi è andato dal ragazzo: “Scusami davvero, sono un imbecille”. L’altro gli ha sorriso: “Tranquillo, da quello se vuoi si può guarire”. Si sono presentati e hanno cominciato a parlare. Il ragazzo si chiama C., è un ingegnere informatico. L’uomo si chiama S., è un metalmeccanico pendolare. Abitano a neanche dieci chilometri e non si erano mai incontrati. Quel giorno invece si sono visti.

Questa situazione sarebbe potuta finire in tanti modi diversi, invece ho assistito a questo piccolo miracolo che ha avvicinato due esseri umani.

 

                                                                           Matteo Bussola – Repubblica 24 luglio 2018