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Lo spettacolo del conclave 2

Di Vito Mancuso

Cosa pensare della grande attenzione mediatica al conclave? È attenzione per la cosa in sé o per la dimensione spettacolare che essa contiene? Tutto il mondo lo guarda, ma cosa guarda?

La settimana de La Porta di Vetro

Care amiche e cari amici,

 

con le celebrazioni della Festa dei Lavoratori si sono conclusi i giorni più importanti dell'anno per quanto riguarda le celebrazioni "civili"; un 1° maggio che, in particolare quest'anno, a poco più di un mese di distanza dai Referendum dell'8 e 9 giugno, acquista, se possibile, ancora più rilevanza. Anche perché, come ha scritto Igor Piotto, "da anni assistiamo ad un progressivo impoverimento della condizione lavorativa che si sviluppa nell'intreccio di deprivazione salariale, discontinuità occupazionale e progressivo incremento della vulnerabilità."

Una settimana che, peraltro, si era aperta con la Giornata mondiale dedicata ai morti per amianto, una delle grandi stragi del lavoro (e non solo) di questo paese, del quale ha scrito per noi Antonella Granieri.

 

IL CONCLAVE

Cari amici,

 

Si ha un bel chiudere con i chiavistelli le porte della Cappella Sistina, e montare i fumaioli per i fumi, nero e bianco, due simboli mondani dell’impermeabilità della Chiesa al mondo esterno, che più mondani di così non potrebbero essere. Altro che ospedale da campo! Ma il mondo fa egualmente irruzione nel Conclave, attraverso la decisione di Netanyahu e del suo governo al completo, di scatenare i “carri di Gedeone” per occupare tutta la Terra di Gaza, ripulita della presenza palestinese...

 

“Prima Loro” (da un’idea pubblicata sul Fatto Quotidiano del 6 maggio 2025).

Il Papa di cui abbiamo bisogno

Vito Mancuso -  La stampa,  4 maggio 2025

 

ABBIAMO BISOGNO DI UN PAPA PROFETA PER TORNARE A GUARDARE L’INFINITO

Il pontificato di Francesco ha messo in evidenza la necessità di un riferimento spirituale. Per il bene del mondo e della Chiesa il suo successore non deve disperdere questa eredità.

La settimana de La Porta di Vetro

Care amiche e cari amici,

 

questa settimana, la cronaca non può che lasciare spazio alla Storia, con la S maiuscola.

 

Abbiamo appena vissuto sette giorni storici, non solo per la Chiesa Cattolica e la cristianità, ma per il mondo intero, come abbiamo potuto osservare anche dalle esequie di massa di Papa Francesco lo scorso sabato.

Difficile, se non impossibile, dire fin da ora quale sarà il posto di Bergoglio nella storia; e se, come scrive Luca Rolandi, abbiamo assistito all' "insaziabile desiderio di capire in tempo reale, come se fosse già possibile, cosa abbia rappresentato l'ultimo Vescovo di Roma", per ora preferiamo, più timidamente, il ricordo "dell'uomo che più di ogni altro si è speso per mantenere viva la Pace, in tempi di guerre crudeli e diffuse, e combattere l'ingiustizia sociale."

L'Editoriale della domenica. Significati del Sinodo 'bocciato'

L'Editoriale della domenica. Significati del Sinodo "bocciato"
di Guido Tallone

Dal 31 marzo al 3 aprile 2025, in Vaticano, si è tenuta la Seconda Assemblea Sinodale della Chiesa Italiana alla quale hanno partecipato 1.008 delegati (530 laici e altrettanti circa tra diaconi, preti e vescovi). Il 95% di loro ha scelto di non approvare le 50 proposizioni del documento finale redatto per fare sintesi dei quattro anni di lavoro...

Sinodo, morte e resurrezione di Luigi Sandri

in “L’Adige” del 7 aprile 2025

 Una settimana ad alta tensione, quella appena trascorsa, per la Conferenza episcopale (Cei) e per la Chiesa cattolica italiana, che dal 31 marzo al 3 aprile hanno vissuto un Sinodo nel quale la stragrande maggioranza - vescovi e fedeli - ha bocciato un testo finale pur approvato dai vertici dell'episcopato, e costretto a rinviare al 25 ottobre un'ulteriore e imprevista sessione per approvare un nuovo testo.

La settimana de La Porta di Vetro

Il carcere è un luogo di riscatto, non di vendetta sociale

di Guido Tallone

Alla Biennale Democrazia di Torino che si è tenuta la settimana scorsa per cinque giorni a Torino è stata nuovamente presentata la dura e indecente realtà delle “nostri” carceri, tra l'altro riportata con meritoria dovizia di particolari anche in questi giorni dall'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno con il suo diario da una cella del carcere di Rebibbia che lo "ospita" dal 31 dicembre scorso. I numeri parlano chiaro: 62.267 detenuti in Italia con 16.000 persone dietro le sbarre che non hanno un posto regolamentare (tasso di sovraffollamento “medio” del 132,6% con punte che arrivano al 225%!). Suicidi in carcere: 91 nel 2024 e 21 nei primi tre mesi del 2015. Per citare solo i due indicatori principali della vergogna...

La settimana de La Porta di Vetro

Care amiche e cari amici,

 

dopo aver dedicato, nella scorsa edizione di questa newsletter, ampio spazio alle questioni di politica nazionale e locale, continuiamo ad occuparci di temi particolarmente rilevanti per il territorio Piemontese e non solo.

Il primo articolo che vi consigliamo è quello di Pasquale Fedele, che la scorsa settimana ha contribuito al dibattito sull'emergenza abitativa, partendo della programmazione degli interventi a favore dell'edilizia pubblica. Fedele sottolinea come ci si dovrebbe "allarmare per ciò che accade nell'ambito delle ATC (l'Agenzia Territoriale per la casa), che svolge un servizio per le fasce più fragili della popolazione e che ha maturato negli anni una notevole esperienza", ma soprattutto come siano necessarie "prima di tutto risorse per costruire nuove case popolari".