
Cari amici,
l’altro luogo della Terra dove si rischiò una corruzione gravissima della convivenza umana, e che invece si risolse in un magnifico arricchimento dell’umanità nella sua avventura terrena, fu nella pianura del Sennaar, in Mesopotamia, quando quelli che vi si erano stabiliti, immigrati dall’Oriente, dissero: “facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco, servendoci del mattone come di pietra e del bitume come di malta, e costruiamoci una città e una torre la cui cima tocchi il cielo”. E man mano che la costruzione saliva, se un operaio cadeva dall’alto e moriva, nessuno se ne preoccupava, ma se si rompeva un mattone facendo ristagnare i lavori, tutti facevano un grande pianto per la perdita di ricchezza e si continuava a costruire con dolore. Allora il Signore scese a guardare la città e vide che questa non era una cosa buona, e confuse le lingue e sparse gli uomini su tutta la Terra, così che ne venne un grandissimo bene perché con le lingue si moltiplicarono le culture le tradizioni e le storie, e tutta la Terra fu colonizzata e abitata mostrando la sua varietà e magnificenza. E questo si chiamò Babele...












